Caffaro: la falda si è alzata di 10-12 metri, l’Arpa prosegue le verifiche

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Semplici effetti geologico-climatici o qualcosa di diverso, legato all’efficacia della barriera idraulica? Se lo stanno chiedendo i tecnici dell’Arpa a margine di una lunga fase di indagini legate al sito di interesse nazionale della Caffaro di via Milano, dove è stato scoperto che il livello della falda acquifera si è alzato di 10-12 metri rispetto alle precedenti rilevazioni. 

La questione è piuttosto delicata, ed è stata affrontata nella relazione tecnica pubblicata sul sito dell’agenzia regionale (qui: http://ita.arpalombardia.it/ita/caffaro/dati.asp). E’ importante tenere sotto controllo la falda per impedire che l’acqua contaminata da pcb, diossine  e metalli pesanti finisca per essere intercettata dai pozzi cittadini, per questo delle grosse pompe la prelevano in contiunazione. Fino ad ora il controllo del livello delle acque sotterranee era stato efficace, ma a quanto pare qualcosa è cambiato e i tecnici, seppur il pericolo non sia immediato, cercheranno di capirne le cause. Ma il loro lavoro non si è limitato a questo: sta proseguendo la stesura di una mappa complessiva per il monitoraggio dei pozzi nell’area interessata dall’inquinamento, e a giugno è stato effettuato il primo controllo con 180 prelievi. In corso anche le indagini sui terreni.

I dati dell’Arpa sono costantemente confrontati con quelli di Sogedit, società in house dei ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, in attesa della partenza dei lavori di bonifica (leggi la notizia).
(a.c.)
 

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