Sequestrata, picchiata e derubata dell’incasso della sala bingo, 4 in manette

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Erano fuggiti con tredicimila euro i ladri che hanno derubato, lo scorso 6 giugno, la sala bingo di via Tagliaferri di Brescia. Un numero che, se per tradizione è di buon auspicio, non ha portato però fortuna ai malviventi che sono stati tutti identificati e assicurati alla giustizia.

Quel giorno ad essere aggredita e minacciata è stata una dipendente della ditta Cirsagest S.p.A di Lonato che effettua manutenzione alle slot machine e provvede anche al ritiro e alla consegna degli incassi, utilizzando un furgone con una cassaforte nel vano di carico. 

Arrivata nella sede del bingo, intorno alle 9, la dipendente ha parcheggiato il furgone ed è entrata nella sala per sistemare le macchinette e raccogliere il denaro. Mentre tornava al mezzo due giovani armati di punteruolo sono sbucati da un angolo del cortile, l’hanno aggredita e immobilizzata col nastro adesivo. Poi l’hanno caricata sul furgone, l’hanno colpita violentemente in volto, causandole una frattura composta delle ossa nasali, e infine costretta ad aprire la cassaforte. Ottenuto il bottino, 13.000 euro in contanti, uno dei due si è messo alla guida del furgone mentre l’altro la teneva sotto controllo. In via dei Mille hanno abbandonato il furgone con la donna all’interno e poi si sono dileguati.  La vittima, sanguinante e dolorante, è riuscita a liberarsi e a richiedere aiuto a un passante che ha chiomato la Polizia.

Da lì sono iniziate le indagini che in poco più di un mese hanno portato all’identificazione dei colpevoli.  Si tratta di due uomini di origine dominicana, residenti a Milano, che sono finiti in manette il 9 luglio, arrestati proprio nel capoluogo lombardo. Nel corso degli accertamenti gli agenti hanno scoperto che ad aiutare i due era stato l’addetto alla vigilanza della sala bingo, un senegalese residente a Brescia in via Milano, che in contatto telefonico con i ladri li aveva aiutati ad entrare nel cortile. Anche lui è finito in manette ed è stato arrestato mentre si trovava nel Tribunale di Brescia per una vertenza sindacale. In carcere è finita anche una quarta persona: si tratta di un uomo di origine senegalese, residente a Como, che avrebbe reclutato i due esecutori materiali sudamericani. Quest’ultimo è stato rintracciato e arrestato nella prima mattinata del 17 luglio mentre si trovava in un appartamento di Brescia in via Zendrini, ospite di alcuni connazionali. Gli indagati dovranno rispondere dei reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate.    

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