600 profughi nell’ex caserma di Montichiari? Maggioranza e opposizione contrarie

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Si tratta di una vera e propria emergenza nazionale, ma il Comune di Montichiari non si può far carico di questa emergenza. Non usa giri di parole Mario Fraccaro, neo sindaco del comune bassaiolo, e sposa in toto la linea dettata qualche giorno fa dalla Lega, ora all’opposizione, contro la ventilata ipotesi del Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

"Tra le quattro caserme individuate dal ministro dell’interno Alfano come possibili nuovi luoghi di accoglienza per affrontare l’ondata degli immigrati una attiene anche il nostro territorio bresciano. Si tratta della «Serini» di Montichiari, già tenuta in considerazione per un eventuale nuovo carcere provinciale dai tecnici del governo Letta. Alla Serini, in base a quanto ipotizzato, dovrebbero essere ospitati 600 immigrati, in qualità di profughi, che si andrebbero ad aggiungere ai 235 richiedenti asilo già accolti nel bresciano. Secondo le dichiarazioni riportate dagli organi di stampa, la caserma di Montichiari è una soluzione cui si farà ricorso in casi estremi. Come Sindaco di Montichiari, a nome dell’intera giunta comunale, esprimo il mio più vivo disappunto per questa scelta, che reputo assolutamente inadeguata e non percorribile".

Tra i motivi elencati dal sindaco per il "no" all’arrivo degli extracomunitari si legge una chiara stilettata nei confronti della Lega: "Negli ultimi 10 anni la popolazione di stranieri residente a Montichiari è infatti progressivamente aumentata attestandosi intorno alle 5000 unità; nel contempo le Amministrazioni precedenti non hanno mai messo in atto alcuna azione di integrazione culturale e ciò ha determinato condizioni di convivenza difficili e critiche". 

Prosegue il sindaco: "La caserma Serini è ubicata in località Fascia d’Oro, in un contesto ambientale già investito da gravi problematiche relative legate alla presenza abnorme di discariche di ogni tipo e dimensione, con conseguenti ed ulteriori pesantissimi disagi che ne potrebbero derivare per la popolazione locale. La caserma è abbandonata da almeno un lustro e per essere utilizzata sono necessari degli interventi costosi. Non è chiaro chi li intenda pagare (di certo non il Comune di Montichiari), senza dimenticare le tante gravi carenze inerenti alla struttura: tetti degradati, impianti idrici e di energia elettrica non più collegati e quindi inservibili e vegetazione spontanea che si è letteralmente impossessata della zona;
Vi è poi un problema di sovraffollamento: se il dato di 600 persone che viene fatto circolare è corretto, non risulterebbe possibile ospitarle tutte nella medesima struttura, che al massimo è adibita per 150-200 unità. É pensabile ed accettabile che sul nostro territorio si possano creare condizioni di tal genere?"

Mario iFraccaro conclude evidenziando i possibili problemi di ordine pubblico: "Con poco più di una decina di carabinieri in servizio presso la locale stazione ed altrettanti componenti del corpo di Polizia Locale, le dotazioni delle forze dell’ordine a Montichiari sono gravemente insufficienti a contenere eventuali possibili fughe di profughi dal sito: tutto ciò, è evidente, potrebbe anche creare gravi ripercussioni sulla sicurezza della nostra comunità e di quelle dei comuni limitrofi."
(a.c.)

 

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