Salvare la chiesa di San Silvestro a Iseo: parte il progetto Fai “Luogo del Cuore”

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Il fine è salvare la chiesa di San Silvestro a Iseo, il mezzo è il progetto "I Luoghi del Cuore" del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. La Delegazione FAI di Franciacorta Sebino Valcamonica quest’anno partecipa al censimento nazionale promuovendo la chiesa iseana dedicata a San Silvestro, per la quale è possibile votare dal 13 maggio al 30 novembre. "I Luoghi del Cuore" è un progetto nato nel 2003 e giunto alla sua settima edizione. Ideato e condotto a livello nazionale dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il censimento ha l’obiettivo di coinvolgere tutti i cittadini per sensibilizzarli nei confronti del patrimonio artistico e paesaggistico. Ognuno può segnalare e votare sul sito internet del FAI i luoghi che si desidera preservare e tutelare e quello che avrà ricevuto il maggior numero di segnalazioni sarà oggetto di un progetto di intervento e di riqualificazione. Votare il proprio "Luogo del Cuore" è semplice: lo si può fare sul sito internet del FAI nella sezione "I Luoghi del Cuore"; grazie all’app dedicata; compilando le cartoline presso le filiali della Banca Intesa Sanpaolo oppure firmando gli appositi moduli presenti presso le delegazioni territoriali. La Delegazione di Franciacorta Sebino Valcamonica ha deciso di promuovere come proprio "Luogo del Cuore" la chiesa di San Silvestro a Iseo in seguito alle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini, preoccupati per lo stato fatiscente in cui il sito si trova.

La chiesa, di origini romaniche, era probabilmente l’oratorio privato del vescovo di Brescia quando soggiornava nel palazzo Martinengo, attuale convento delle Suore Canossiane. Durante i secoli ha subito diverse modifiche e aggiunte, dovute anche all’insediamento nel XV secolo della Confraternita dei Disciplini della Santa Croce. Parte della struttura architettonica originaria, databile al XII-XIII secolo, è ancora visibile, nonostante la sopraelevazione del tetto nel XVII-XVIII secolo e l’addossamento nel Seicento della palazzina della Confraternita, sede delle riunioni dei Disciplini. Dopo la loro soppressione a seguito degli editti napoleonici del 1797, la chiesa fu sconsacrata e adibita prima a magazzino e poi a falegnameria. L’oratorio presenta una particolare struttura architettonica: è infatti costituito da due vani sovrapposti. Quello sotterraneo rimase accessibile da una porta in facciata fino alla metà del Cinquecento, quando la porta fu murata e il dislivello tra la stessa e il sagrato della Pieve di Sant’Andrea colmato con la terra. Dal 1647 il locale fu chiamato il "Carnerio" perché qui vennero riposte le salme e le ossa specialmente di chi era morto durante la peste del 1630. La scelta non fu casuale: la Confraternita del Disciplini era dedita a diverse opere caritatevoli, fra le quali assunsero particolare rilevanza soprattutto la preparazione cristiana alla morte e le esequie. A questo ambito funerario si ricollega inoltre la presenza all’interno della chiesa di un affresco raffigurante una Danza Macabra degli inizi del XVI secolo. Sia questo affresco che il restante apparato decorativo, dipinti del quattrocento e del sei-settecento, rischiano di andare perduti se la chiesa non sarà a breve oggetto di una riqualificazione architettonica mirata. 

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