Violenza sugli animali, l’appello dell’Enpa: “Chi è testimone ha il dovere di denunciare”

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Con una lettera aperta la sezione di Brescia dell’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, commenta le triste vicenda del cane di Breno massacrato a sprangate e sassate dai suoi proprietari perchè “non ubbidiva” e invita chiunque assista a episodi di violenza nei confronti degli animali a denunciare il fatto così da assicurare i responsabili alla giustizia.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:

Fare volontariato per gli animali a volte è difficile, e impone di farsi molte domande sulla specie umana, che vanta una superiorità spesso smentita dai fatti. E di fatti atroci negli ultimi giorni purtroppo ce ne sono stati riferiti molti. L’ultimo in ordine di tempo, ormai di pubblico dominio, è l’uccisione di un cane da parte di un allevatore nei pressi di Breno. Uccisione ingiustificabile e condotta con una violenza ed un’efferatezza da far inorridire. Il tutto davanti ad un ragazzo minorenne, che da questo “insegnamento” da parte degli adulti non potrà che subire conseguenze nefaste, perché l’empatia si impara, e l’indifferenza e la crudeltà verso gli altri anche. E non possiamo neanche stupirci troppo, perché negli anni sono stati tanti i casi riferiti di cani uccisi a fucilate perché “non servono più” o “non sono bravi”. Pare che in alcune realtà sia abbastanza “normale” disfarsi dei cani in questi modi.

Per fortuna i tempi cambiano, e le reazioni di indignazione e raccapriccio sono state numerose. Ma vogliamo far notare che, purtroppo, le crudeltà verso gli animali non sono rare. Qualche giorno prima ci hanno segnalato, sempre in val Camonica, l’investimento volontario di un gatto da parte di un automobilista. E qualche giorno prima ancora, l’investimento pure volontario di un gruppo di cigni da parte di un motoscafo che navigava sul lago d’Iseo, con conseguente morte di uno degli uccelli presenti. Poi, nella bassa, giovani ragazzi forse preda della noia o della vuotezza della vita, che non trovano di meglio da fare che bruciare dei gattini.

Tutto questo non accade in paesi lontani, avviene nella nostra Provincia. E quel che è peggio, questi casi sono solo la punta dell’iceberg, perché molto non viene segnalato, e soprattutto non vengono denunciati i responsabili. Troppo spesso questi episodi non si possono perseguire perché non ci sono testimonianze dirette dei fatti da parte di chi vi ha assistito. Attraverso il Suo giornale, vorremmo fare un appello a tutti i cittadini che sanno chi sono gli animali e che tengono alla loro tutela.

Chi è testimone di un reato a danno degli animali ha sempre il dovere di denunciarlo. Le denunce anonime non servono, o non permettono azioni legali che diano i risultati auspicabili. E’ sempre bene quindi mettersi in gioco e denunciare di persona questi fatti. Perché gli atti di crudeltà e barbarie verso esseri indifesi spesso sono sintomi gravi di atteggiamenti violenti e non empatici che potrebbero portare anche ad altri gravi episodi. L’indifferenza verso la sofferenza altrui non deve essere la regola. La cultura del disprezzo del più debole deve finire, e per questo è necessario l’impegno di tutti.

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