Trasporti, abbonamenti con aumenti fino al 18%. Legambiente: serve una nuova politica

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Legambiente protesta contro gli aumenti previsti per gli abbonamenti settimanali e mensili che andranno in scena da ottobre nella provincia di Brescia. "Finisce con una stangata tariffaria la già modesta attività della Provincia di Brescia. – si legge nella nota dell’ente – Con la delibera 294 del 4 agosto, la Giunta provinciale ha surrettiziamente aumentato le tariffe degli abbonamenti settimanali e mensili  per pendolari lavoratori e viaggiatori occasionali. I mensili  subiranno aumenti che vanno fino ad un massimo del 13%, mentre i settimanali avranno un incremento che può raggiungere anche il 18% a seconda delle zone in cui si acquista il biglietto".

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Con il pretesto di una integrazione tariffaria monca, sono esclusi infatti i pendolari che usano il treno, si rende obbligatorio ai pendolari, che raggiungono Brescia,  l’acquisto di un titolo di viaggio integrato (extraurbano ed urbano).

In pratica se fino ad oggi bastava un abbonamento settimanale o mensile “ordinario”, da Ottobre sarà obbligatorio aggiungere una quota di abbonamento, urbana anche se non se ne  usufruirà . Se prima era facoltativo l’acquisto dell’abbonamento “integrato” (extraurbano ed urbano), ora diventa obbligatorio.  In pratica, chi arriva direttamente  dalla provincia  al lavoro  e non ha bisogno di prendere un mezzo urbano perché vicino alla sua destinazione, deve comunque munirsi di un abbonamento integrato. Qui sta l’inghippo che porta ad aumenti complessivi , anche di due cifre.

Si tratta di un aumento ingiustificato ed iniquo. Non c’è provincia lombarda che adotti un simile meccanismo,  i cui maggiori ricavi prelevati da Sia, Saia e Apam, i tre operatori che ogni giorno trasportano in città dalla provincia  migliaia di pendolari,  verranno versati  nelle casse di Brescia Trasporti.  Questa nuova  ciambella di salvataggio  va a rimpinguare il pozzo senza fondo degli alti costi di gestione del Metrobus.

I maggiori incassi derivanti dal provvedimento, che  offre  la possibilità di usare la rete dei trasporti cittadina, anche a chi non ha bisogno di servirsene, entreranno nelle casse di  Brescia Mobilità, senza che venga ampliata la già obsoleta rete extraurbana e senza aver prima potenziato le frequenze dei servizi  che arrivano dalle valli e dalla bassa.  Tale distorto  meccanismo  tariffario è già in atto da anni per gli studenti fa pagare ai due terzi dei  giovani,  che arrivano in città ogni giorno,  un sovrapprezzo urbano che in realtà non utilizzano perché serviti direttamente dagli autobus extraurbani nei plessi scolastici, sul percorso d’ingresso in città.  Serve una nuova politica della mobilità sostenibile, con un potenziamento dell’ offerta dei servizi di trasporto pubblico ed una vera integrazione tariffaria, che comprenda anche le ferrovie i cui diversi titoli di viaggio possano essere scelti dall’utente senza pagarne  i costi dell’inefficienza gestionale delle aziende.

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UN COMMENTO

  1. Ma x forza!!! I costi della metropolitana sono altissimi e senza fornelli quante persone entrano senza avere comperato biglietto!! Ma il sindaco diceva che Brescia era città civile dove tutti avrebbero provveduto all'acquisto.Si vede!!! Ma questi politici vivono in mezzo alla realtà o nel mondo dei sogni?? Ed ora grandi debiti che si abbatteranno su tutti noi.Sempre che schifo !!!!!! Almeno fare pagare a chi ha voluto ideare una simile trovata!!! SOGNI

  2. Brescia come Milano come Napoli , la politica di sinistra e di chi li appoggia e’ solo aumenti su aumenti , vediamo se quel 50 % che non e’ andato a votare ora la capisce .

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