Bigio, Parmigiani (Al lavoro con Brescia): i costi dichiarati da Labolani non corrispondono alla realtà

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Francesca Parmigiani, Consigliere comunale “Al lavoro con Brescia” e Vicepresidente Anpi provinciale di Brescia, attacca l’ex assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani in merito alla questione Bigio, accusandolo di aver sbagliato i conti nel calcolare il costo del restauro e dello spostamento della statua del Dazzi.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

A metà luglio Mario Labolani – ex Assessore ai lavori pubblici della Giunta Paroli – aveva annunciato alla stampa locale il deposito di un esposto alla Corte dei conti per “fare chiarezza sui 400mila euro spesi per restaurare e creare il basamento” della statua “L’Era fascista” di Arturo Dazzi.

A fronte di una richiesta di accesso agli atti che ho compiuto in qualità di consigliere comunale, ho avuto modo di consultare la corposa documentazione dalla quale si evincono, da un lato, i costi relativi alle opere di riqualificazione di Piazza Vittoria e, dall’altro, i costi concernenti il restauro della statua, nota come “Bigio”. Dall’esame di tali documenti l’elemento che immediatamente balza all’occhio consiste nel macroscopico errore di calcolo in cui Labolani è evidentemente incorso.

La spesa per il restauro della statua, infatti, ammonta a complessivi euro 118.412,85; cifra ben lontana dall’importo menzionato dall’ex Assessore e che risulta così ripartita: 31.000 euro per la stesura del progetto e la successiva esecuzione del restauro da parte dell’Accademia Laba, sulla base di una convenzione stipulata con quest’ultima da Brescia Infrastrutture S.r.l.; 7.900 euro per la ricostruzione, da parte della ditta Marmi Busi, del polpaccio lesionato del “Bigio”; 79.512,85 euro per la realizzazione, da parte della Silar S.a.s., di una struttura metallica a protezione della statua, necessaria a “ingabbiare” il manufatto, permettendone il restauro, la conservazione e il successivo trasporto.

Dunque 118.500 euro circa, arrotondando il dato per eccesso, complessivamente spesi – non “sperperati” – dall’Amministrazione Comunale. Sebbene, infatti, l’intendimento di chi oggi amministra la città – il Sindaco Emilio Del Bono, espressione di una maggioranza consiliare di centro-sinistra – sia mutato rispetto alla volontà politica della Giunta Paroli di riposizionare l’ingombrante statua in Piazza Vittoria, l’idea della musealizzazione del Bigio garantisce che il denaro pubblico non sia stato speso invano, come erroneamente – e forse strumentalmente – sostenuto dall’ex Assessore Labolani; una soluzione – quella della contestualizzazione storico-artistica all’interno di un museo – peraltro supportata da un’elaborazione culturale che anche Anpi e Fiamme Verdi, attraverso occasioni di approfondimento scientifico – a partire dal convegno ospitato dall’Università Cattolica nel novembre 2013 – hanno concorso a promuovere.

Quanto alla costruzione del basamento, poi, i dati ricavabili dagli ordini d’acquisto disposti da Brescia Infrastrutture S.r.l. alla Tecnotagli S.r.l. sono ancor più eloquenti e interessanti. Da essi, infatti, si ricava che il costo relativo alla base destinata a ospitare la statua di Dazzi ammonta a circa 2.000 euro; somma di certo assai esigua e, in ogni caso, anch’essa giustificata: qualunque opera d’arte si deciderà di collocare al posto del Bigio, infatti, necessiterà pur di un basamento che la ospiti e la sorregga…o dobbiamo forse ritenere che l’ex Assessore Labolani intenda reggerla tra le proprie mani per tutto il tempo?  

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  1. Forse Labolani potrebbe avere dati più interessanti facendo un accesso agli atti per sapere quanto spende la Parmigiani di parrucchiere mensilmente

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