Bexb, il baratto combatte la crisi. Partendo da Brescia

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Nell’Italia della crisi economica e dell’assenza di liquidità c’è chi ha risolto il problema dei conti “semplicemente” tornando indietro di qualche migliaio di anni. Cioè sostituendo la moneta e i bonifici con il baratto. A fare questa scommessa è stata un’innovativa società bresciana, BexB, che nel solo 2013 è riuscita ad alimentare un mercato di scambi del valore complessivo di ben 86 milioni di euro. Affermandosi sempre di più come leader italiano nel settore.

BexB è una società nata nel 2001, guidata da Silvio Bettini, che raccoglie oggi circa 3000 aziende attive in 86 province italiane (circa il 10 per cento nella Provincia di Brescia) e 9 realtà estere. Il modello, già consolidato negli Stati Uniti, è in estrema sintesi quello del baratto. Semplicissimo, quasi banale, a dirsi (anche se l’espressione giusta sarebbe “baratto differito”). Decisamente più articolato nel meccanismo concreto che lo rende possibile, che in buona parte viene gestito on line dalla piattaforma www.bexb.it. Gli imprenditori associati al network BexB, infatti, utilizzano per i propri scambi un sistema di “compensazione multilaterale” basato sulla moneta complementare “EuroBexb”. In sostanza chi cede un bene o un servizio guadagna risorse (EuroBexb, appunto) da spendere all’interno del circuito acquisendo poi beni-servizi anche da terzi e non solo, come nel baratto classico, dalla persona con cui si è effettuato il primo scambio. Un sistema complesso la cui solidità finanziaria è garantita dal fatto che tutte le transazioni in compensazione sono assicurate contro il rischio d’insolvenza da una delle società leader mondiali nel settore dell’assicurazione dei crediti.

Un esempio può aiutare: a maggio un’impresa edile di Brescia ha rifatto la copertura di un’azienda con sede nella provincia di Mantova: un’operazione del valore di 345mila euro. La società venditrice ha ora un credito commerciale spendibile da subito con qualsiasi fornitore del network e comunque garantito. Ma l’acquirente non ha tirato fuori un centesimo e non ha chiesto prestiti alle banche: pagherà vendendo i propri prodotti ai clienti del circuito. Il tutto con un range di possibilità pressoché infinito: guardando alle transazioni fatte negli ultimi anni, infatti, si passa dai 7 euro di un blocchetto di post-it al milione e 200mila per la fornitura e la posa di un tetto (2012).

Ecco perché il baratto di Bexb piace agli associati, che aderendo al sistema possono acquisire beni e servizi senza sborsare denaro (alle aziende viene anche attribuito un affidamento commerciale a tasso zero spendibile presso i fornitori del network), vendere tutelandosi dai rischi creditizi e soprattutto incrementare i propri fatturati sfruttando le opportunità del circuito in barba alla crisi e a un mercato ormai stagnante. In questo contesto, infatti, il circuito Bexb cresce ogni anno nei valori: iscritti, scambi e fatturato. Mantenendosi grazie alla quota associativa annuale che paga ogni azienda in base al fatturato (da 500 a 4 mila euro per chi supera i 20 milioni all’anno) e una piccola percentuale (dall’1 al 10 per cento) sulle transazioni.  

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UN COMMENTO

  1. Assolutante un’idea eccezzionale che sarà presa sempre di più in considerazione, mi farebbe molto piacere approfondire l’argomento e fare la Vs conoscenza: Gian Luca Papotti, e.m. luca.papotti@libero. it tel cel. 335 6819229. Cordialità

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