37enne presunto molestatore durante il grest: il pm chiede l’archiviazione

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Violenza sessuale nei confronti di un bambino di sette anni. Pesantissima l’accusa che da un paio di mesi pende sul capo di un 37enne bresciano, denucniato dai genitori del bambino che stava frequentando il grest organizzato da una parrocchia della città.

Tutto è partito, a inizio luglio (qui la notizia dell’avvio del procedimento), quando il ragazzino ha raccontato ai genitori di strani, presunti, giochi erotici, subiti dall’uomo in una stanza vicino alla sacrestia, mentre lui era bendato. A confermare la presenza dell’educatore 37enne e del bambino all’interno della stanza sarebbe stato un altro ragazzo partecipante al grest, un 13enne. Dai qui la denuncia ai carabinieri e le indagini del pm Ambrogio Cassiani, alle quali non fece seguito alcune restrizione, che ora però ha chiesto l’archiviazione del caso. 

Giovanni Cogoli, l’avvocato dell’educatore, è stato sentito dai giornalisti del quotidiano Bresciaoggi, nel numero in edicola stamane sono riportate le sue dichiarazioni: «È stato puntato l’indice contro una persona che da anni fa l’educatore. I genitori dei due ragazzini che lo hanno accusato potevano prima accertare chi fosse. Avrebbero così scoperto che era tutta una montatura. Nessun gioco erotico, solo fantasia. Resta però da capire come mai un ragazzo di tredici anni si sia inventato tutto coinvolgendo il bambino. Questo è da scoprire. Al mio assistito sono stati riconsegnati il computer, i cd, il telefono cellulare. Nulla è stato trovato. Ed è stata chiarita la vicenda degli abiti femminili trovati in casa che avevano creato clamore. Non erano suoi, ma di una persona che li aveva lasciati nell’appartamento e che se li è ripresi. È stata un’estate infernale per un innocente. Lo abbiamo dimostrato e ora attendiamo l’ultimo atto».
(a.c.)

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