Controlli antibracconaggio: scoperte trappole illegali a Gussago e Capovalle

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Due controlli antibracconaggio hanno dato esito positivo.

Lo scorso 1 settembre, in una zona rurale del Comune di Gussago, gli agenti della polizia provinciale hanno sequestrato una decina di tagliole in metallo (ferro) per la cattura di piccoli uccelli (in idioma locale la trappola è chiamata “sep”, originariamente chiamate “sepulì” o come abbreviativo “sepp”).

La collocazione delle trappole stava avvenendo in concomitanza con il periodo di migrazione verso le zone di svernamento in Africa occidentale della specie di uccello insettivoro Balia Nera.

Tutte le trappole sequestrate, due delle quali già posizionate in un vigneto, sul filo di ferro reggente i tralci della vite, avevano già inserita l’esca (larva di mosca carnaria).

Analogo controllo era avvenuto lo scorso 29 agosto nel Comune di Capovalle, in località Gù, dove sono state sequestrate una ventina di “sep”, tutte armate e pronte per la cattura.

In questo caso era stato predisposto un servizio di appostamento, durante il quale il bracconiere era stato scorto mentre camminava sul prato con la testa bassa per controllare e armare le tagliole.

Sul posto, nascosta dietro una siepe, veniva rinvenuta anche una rete per uccellagione di piccole dimensione, mentre all’interno di una gabbia da richiamo vi era un Frosone (fringillide, specie non cacciabile e priva di anello FOI inamovibile) probabilmente catturato con la rete, che veniva immediatamente liberato.

Per entrambi i possessori delle trappole vietate è scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria, in un caso per l’ipotesi di reato di tentato furto aggravato (in quanto il responsabile era privo di licenza di caccia), mentre nell’altro, per l’ipotesi di esercizio della caccia con mezzo vietato o uccellagione (in quanto il responsabile è titolare di licenza di caccia), come stabilito da una direttiva della Procura della Repubblica).

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