Arriva l’interrogazione parlamentare in difesa della scuola di restauro di Botticino

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Hanno faticato sui libri e con le loro mani su dipinti, pietre, reperti lignei e stoffe. Dopo tre anni di impegno ed un diploma di restauratore, la doccia fredda dal Ministero, che non riconosce il loro percorso di studi e non consente loro di ampliarlo fino al quinto anno. Stiamo parlando dei diplomati presso la scuola regionale di Restauro di Botticino, dove negli ultimi mesi si è accesa la polemica sulla decisione del Ministero. Polemica che è uscita dalle mura della scuola ed ha interessato anche la politica: è di poche settimane fa infatti l’interrogazione parlamentare diretta al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dei due deputati del Partito Democratico Roberto Rampi e Miriam Cominelli. 

I due parlamentari esprimono il rammarico per la sorte degli studenti: «In merito al rilevante tema della professione del restauro e del riconoscimento dei titoli in questo campo desta preoccupazione la situazione degli studenti iscritti al vecchio ordinamento triennale (ora tecnico di restauro) della scuola Enaip di Botticino. Al momento dell’iscrizione di questi studenti, infatti, le scuole quinquennali per restauratore non erano ancora state attivate e questi studenti non avevano dunque possibilità di scelta. Solo in seguito sono stati approvati i primi corsi; anche tale scuola (istituzione storica nel campo del restauro) è stata riconosciuta e le è stato permesso di far partire corsi quinquennali».

Proseguono i due: «Parrebbe, conseguentemente, che gli studenti iscritti al corso triennale precedentemente all’attivazione e al riconoscimento del quinquennale potessero quindi chiedere il passaggio dal corso triennale a quello quinquennale, naturalmente sostenendo i conseguenti esami integrativi, anche prevedendo alcuni mesi in cui colmare le lacune tra i due percorsi, cosa che peraltro sta avvenendo per tutte le altre accademie e università». Invece: «A quanto risulta invece questo non sarebbe possibile per la scuola di Botticino, il che condanna questi studenti a ripartire negli studi dal primo anno, come se nei tre trascorsi non avessero acquisito alcuna competenza, e senza il riconoscimento di alcun esame o annualità, non solo ai fini dell’iscrizione presso altre istituzioni, ma persino nella stessa scuola.»

Il testo integrale dell’interrogazione è accessibile a partire da questo link, a pagina 42.
(a.c.)

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