Kenneth Hudson Seminar: la creatività museale e digitale passa dal Musil

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Il MusIL, Museo dell’Industria e del Lavoro, martedì 16 settembre ospita nella sede di Rodengo Saiano un incontro internazionale di alto profilo scientifico, il Kenneth Hudson Seminar. Il Seminario dal titolo “Museums and Digital Creativity” è organizzato intorno ad un gruppo di 16 esperti museali ed operatori delle applicazioni digitali, provenienti da ogni parte del mondo. La fruizione e la valorizzazione culturale e museale attraverso le nuove tecnologie costituisce un tema in costante evoluzione e contribuisce alla crescita culturale e civile della società, nonché, all’interno di una più ampia strategia, al rilancio economico di un territorio. Da questo presupposto parte il Kenneth Hudson Seminar; un’appuntamento promosso dal MusIL, European Museum Academy (EMA) e il Polo Universitario della città di Prato (PIN) per scambiare idee, contatti, esperienze e stimolare ulteriori riflessioni su cosa significa oggi fare innovazione nei musei. Il seminario pone particolare attenzione ai progetti realizzati in questi molti anni, focalizzandosi sugli aspetti di marketing e comunicazione museale, sulle nuove tecnologie e sulle potenzialità espresse (e ancora da esprimere) nel campo dell’offerta museale.

“La rivoluzione che ha interessato il mondo dei musei europei negli ultimi 30 anni – esordisce Massimo Negri dell’EMA – nel modo di comunicare, negli allestimenti, nelle architetture trova oggi il suo ideale proseguimento nei molteplici cambiamenti determinati dalle infinite applicazioni che le tecnologie digitali propongono al museo contemporaneo. E’ una trasformazione di cui è difficile prevedere gli esiti, questo lo sforzo che animerà il nostro seminario.” I contributi dei 16 partecipanti forniranno un panorama sulle installazioni museali e le suggestioni multimediali che hanno arricchito i servizi informativi e comunicativi, dentro e fuori dai musei. Un viaggio nei nuovi sistemi di visita che accompagnano il museo in una nuova relazione con la comunità e la promozione del suo patrimonio. Saranno presentati diversi esempi di musei, di siti web museali, di musei virtuali e verranno descritte le tecnologie applicabili nel settore dei beni culturali.

A questo proposito Franco Niccolucci, del PIN, conferma “L’era digitale ha rivoluzionato le nostra abitudini, i nostri comportamenti e stili di vita, portando nuovi modi di socializzare e stimolando nuove forme di creatività. Il seminario potrà dare significative indicazioni su come i musei stiano recependo questo cambiamento, riprogettando le loro attività espositive e di comunicazione alla luce di questo cambiamento. In questo modo i beni culturali potranno dare un contributo sostanziale allo sviluppo sociale ed economico del territorio a cui appartengono, come abbiamo sperimentato nel progetto europeo CREATIVE di cui sono il coordinatore.” Un cambiamento alla portata di tutte le istituzioni culturali e scientifiche che si pongono gli obiettivi, di generare e diffondere maggiore conoscenza al pubblico, rendere più accessibili le esposizioni, condividere scoperte e informazioni attraverso l’utilizzo dei nuovi media ed esplorare non forme comunicative per rendere una visita più facile e divertente.

Così Marco Berni descrive l’esperienza del Museo Galileo Galilei di Firenze “Il Museo Galileo ha subito una profonda ristrutturazione dei locali e dell’allestimento riaprendo nel 2010 dopo oltre due anni di lavori. Il nuovo allestimento ha sensibilmente migliorato la qualità espositiva portando il livello di fruizione ai più alti standard internazionali, livello testimoniato dai numerosi premi ricevuti, fra cui spicca l’EMA (European Museum Academy). Questi riconoscimenti ci inorgogliscono, ma considerata la rapidissima evoluzione tecnologica e culturale di questi anni ci dobbiamo interrogare su quale sia il ruolo dei musei nel XXI secolo, in particolare per un museo che deve mantenere il ruolo di conservatore delle collezioni, ma che a questo deve anche affiancare una efficace opera di comunicazione e formazione per mantenere un ruolo attivo e utile verso il pubblico. Il ruolo delle nuove tecnologie in questo approccio è fondamentale, ma occorre tenere sempre presente che si tratta di mezzi che devono essere finalizzati agli obiettivi e non viceversa.“ Conclude il Direttore del MUSIL Pier Paolo Poggio ricordando che “Questo incontro è anche l’occasione per ripensare a Kenneth Hudson, padre dell’archeologia industriale, e all’apporto fondamentale che ha dato per fare dei Musei luoghi di frequentazione e crescita democratica, aperti al grande pubblico.

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  1. che possa servire anche per capire che il MUSIL così com’era stato disegnato oggi non ha più senso.
    immaginare una nuova struttura e una gestione non tipicamente "museale" potrebbe consentire di arrivare alla sua realizzazione. Sempre che il Comune riesca a dare una risposta concreta a Taini che ha detto chiaramente quello che serve più di un anno fa…

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