Caccia, una delegazione regionale lombarda a Bruxelles per perorare la causa dei cacciatori

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Il consigliere Alessandro Sala ha preso parte alla Delegazione di Regione Lombardia, guidata dall’Assessore Gianni Fava e  dai Consiglieri Fabio Rolfi  in rappresentanza dell’ottava Commissione del Consiglio regionale lombardo, che ha incontrato a Bruxelles i rappresentanti della DG Ambiente della Commissione Europea per perorare la causa dei cacciatori lombardi discutendo delle questioni irrisolte sulla caccia in deroga e sulla  cattura dei richiami.

L’incontro si è  svolto  in un clima positivo  di continuità di dialogo durante il quale la CE ha riconosciuto il percorso virtuoso intrapreso da Regione Lombardia negli ultimi anni , che ha permesso di affrontare le problematiche aperte favorendo così la soluzione del contenzioso ancora  in corso. La CE riconosce il ruolo fondamentale di ISPRA , quale istituto scientifico di ricerca,  i cui pareri favorevoli sono ritenuti  il presupposto di legittimità delle delibere lombarde ed ha  a tal fine richiamato la necessità di rispettarne i contenuti .

La Delegazione lombarda ha fortemente rappresentato gli auspici del mondo venatorio  che, pur nella consapevolezza dei limiti normativi imposti, ritengono sussistano i presupposti per una sostanziale revisione della  rigida posizione CE nei confronti delle modalità di caccia tradizionale. Si è  registrata la disponibilità di Bruxelles a continuare il dialogo , pur permanendo le rigidità della struttura CE in ordine alla necessità di supportare la richiesta di deroga su  basi scientificamente inoppugnabili, soprattutto riguardo alla dimostrazione dell’assenza di soluzioni alternative .

La Delegazione lombarda ha ottenuto quindi l’impegno per un nuovo incontro con la Commissione Europea entro l’anno per continuare il dialogo anche alla luce dell’evoluzione del dibattito interno a livello nazionale , con il coinvolgimento di ISPRA. Nel medio termine si apre una prospettiva per la revisione delle direttive Habitat e Uccelli , che potrebbe fare ben sperare in una maggiore flessibilità delle procedure di modifiche delle direttive in questione.

 

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