Casali racconta la sua Mille Miglia: ho portato Brescia a Roma e nel mondo

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(a.t.) “A qualcuno ha fatto storcere il naso, ma rivendico l’aver riportato la Mille Miglia nel centro di Roma come uno dei miei successi”. Con questo biglietto da visita simbolico – tra numeri sempre lusinghieri sui primi cinque anni della sua gestione – il patron di Meet Alessandro Casali si è presentato ieri sera al centinaio di soci del Rotary riuniti al ristorante Touring di Coccaglio dal club Franciacorta e Oglio.

Ospite d’onore della serata, che vedeva tra i presenti anche il nuovo consiglio dell’Aci Brescia guidato da Attilio Camozzi, Casali ha posto l’accento su quanto fatto per rilanciare la Freccia rossa tra il 2008 e il 2012, e quindi in parte anche nell’edizione 2014. “Ho puntato sulla crescita del pubblico, del valore patrimoniale e dell’impatto sul sistema territoriale, con un occhio particolare all’internazionalizzazione”, ha sottolineato. Snocciolando di seguito alcuni numeri della “sua” kermesse. Innanzitutto l’indotto lavorativo: per ogni edizione 40 professionisti, 200 addetti operativi, 1200 commissari e 350 cronometristi, a cui si aggiungono 500 volontari e 2mila addetti di pubblica sicurezza. Mezzo milione all’anno l’investimento in pubblicità. 600Mila euro all’anno la cifra spesa per l’internazionalizzazione con i roadshow che hanno toccato tutte le principali località mondiali: dalla Russia agli States, dal Brasile agli Emirati Arabi. Ancora: i tributi come quello in California del 2011 e la festa in Giappone. “Eventi fondamentali”, ha spiegato ieri Casali, “e se avremo il privilegio di organizzare ancora l’evento li valorizzeremo ulteriormente guardando in particolare a territori come Shangai, Abu Dhabhi, Kuwait, Katar e Russia”.

Ma a spiegare meglio quanto fatto per rendere popolare la corsa all’estero ci sono forse altri numeri, come quelli degli iscritti (che nel 2008 venivano da 21 Stati e nel 2012 da 39) o dei giornalisti accreditati, passati da 1049 (facenti capo a 46 nazioni) a oltre 2000 (92 nazioni). Senza dimenticare le ricadute sul territorio. 90mila le persone che hanno popolato Brescia in occasione della prima notte bianca della Mille Miglia. Tre milioni l’indotto turistico e quattro milioni quello commerciale, a cui si aggiunge la crescita di valore del marchio messo a bilancio dall’Aci per 6,8 milioni di euro.

Ma in mezzo a tanti numeri c’è anche il dato qualitativo, che Casali – umbro d’origine, romano d’adozione, bresciano honoris causa – non ha mancato di sottolineare dando il segno simbolico di quanto fatto per la Leonessa fuori dai confini territoriali. “Prima di me”, ha spiegato, “la Mille Miglia faceva tappa di fronte a un supermercato della via Aurelia, uno scenario desolante: io sono riuscito a portarla a Castel Sant’Angelo e a coinvolgere 20mila persone all’arrivo. Chi ha storto il naso per questo non ha capito che si è trattato di una grande operazione di marketing: Roma rende omaggio a Brescia e alla Mille Miglia”.

Quanto al futuro, Vincenzo Tenchini e Camozzi hanno evidenziato la necessità di puntare l’attenzione anche sul rally Mille Miglia per attrarre i giovani, magari esplorando concretamente l’ipotesi di candidarlo a diventare una tappa della coppa del mondo. Una sfida difficile, ha commentato Casali, ma comunque possibile nella provincia che è la seconda realtà mondiale nella produzione di componentistica per auto.

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  1. Casali ha dimostrato con i fatti cosa significa trasformare un evento di qualità ma di nicchia, in un evento
    simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo!
    Bravo!!

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