L’Associazione Artisti Bresciani celebra Cavellini con una grande mostra

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Sabato 20 settembre è stata inaugurata la mostra Guglielmo Achille Cavellini. ll centenario 1914-2014. Opere dalla collezione Giorgio Fogazzi, a cura di Ken Damy ospitata nel salone del Romanino della Associazione Artisti Bresciani in vicolo delle Stelle 4 a Brescia. L’esposizione rientra nell’ambito delle iniziative ufficiali per il centenario di Cavellini e mette in mostra 37 opere dalla collezione Fogazzi, che raccontano la storia di GAC, dagli autoritratti del 1944-45 per terminare nel 1990 anno della morte. Per l’occasione è stato dato alle stampe un omaggio a Cavellini che, nelle oltre 100 pagine con progetto grafico e coordinamento editoriale di Luciano Salodini, presenta tutte le opere in mostra, racconta la vicenda artistica di GAC, con il quale il collezionista ha avuto una grande amicizia, e raccoglie una serie di omaggi scelti e scritti dallo stesso Fogazzi per personaggi quali Valentino Zini, Ken Damy, Paolo Buzi, Vittorio Botticini, Lillo Marciano, Romolo Romani, Franco Fabiano, Sarenco, Jacopo Castellazzo, Gian Butturini.

Scrive Fogazzi nel suo testo introduttivo: «Per GAC l’arte era la vita, era il fine di ogni suo gesto, era la maniera per conquistare la fama. […] In fondo tutta l’opera sua si riduce alle parole chiave: Autoritratto e Autostoricizzazione». Il collezionista ricorda anche come Cavellini, in occasione di un trasloco, continuando per un certo tempo a ricevere la posta ancora indirizzata alla precedente residenza, «elevò quelle buste al rango di un autoritratto e le incorniciò nelle opere che restituiva al mittente, con l’arte postale».

Nell’introduzione il curatore della mostra Ken Damy, a proposito di GAC scrive: «Cento anni sempre in prima linea, a volte in trincea, a volte nel più alto dei cieli. E al cielo ruba l’arcobaleno».

Dell’AAB Guglielmo Achille Cavellini, per alcuni mesi nel 1947, è stato presidente; l’anno prima aveva ricevuto un riconoscimento per un disegno esposto a una mostra organizzata dall’Associazione. Nel sodalizio il dibattito tra gli artisti è molto vivace; già con la prima mostra, allestita nella sede di via Gramsci a Brescia, dal 14 ottobre all’11 novembre del ‘45 con 201 opere di 120 artisti, si manifesta evidente la difficile convivenza fra artisti tradizionalisti e modernisti, alcuni dei quali andavano mostrando interesse per le novità che emergevano nella pittura degli anni del periodo prebellico. È Aequus, Alfredo Gatta, critico del «Giornale di Brescia», a cogliere questo aspetto: «i motivi della pittura odierna restano ancorati alla casetta rustica, al ruscello petulante, al vialetto con foglie spioventi» e auspica «almeno una più attenta osservazione della pulsante vita». Ma di fronte ai quadri di un altro artista, Lancini, Gatta scrive di «ubriachi colori in libertà pazza, composizioni che rasentano il caos, deformazioni del vero ad ogni costo».

La dirigenza dell’AAB ricorre a soluzioni all’italiana (diremmo oggi) e, in presenza di tre correnti, il gruppo “A”, che rappresenta i modernisti-innovatori, il gruppo “B”, che raccoglie i moderati di centro, e il gruppo “C”, cui fanno riferimento gli artisti conservatori-tradizionalisti, decide che i tre gruppi debbano esporre una volta all’anno in tre mostre diverse.

È questo il contesto, il dibattito, il fermento che porta Guglielmo Achille Cavellini alla presidenza dell’AAB nel 1947. La sua elezione rappresenta, di sicuro, una scelta sofferta, da alcuni accettata  con un po’ di mal di pancia, ma segna anche la cifra di coraggio e apertura che si respirava nell’Associazione di via Gramsci. Ma, si sa, Cavellini è un innovatore radicale, di poche mediazioni, non ha la pazienza di conciliare le differenti anime degli artisti, le diverse scuole di pensiero; Brescia gli va stretta, lascia l’AAB; la sua aspirazione di nuovi orizzonti e contatti  lo porta a Parigi, dove, tra gli altri, incontra Birolli e Morlotti.

La mostra sarà aperta dal 20 settembre al 15 ottobre 2014 con orario feriale e festivo 16 – 19.30, lunedì chiuso. In occasione della Notte della cultura sabato 4 ottobre 2014 la mostra resterà aperta fino alle 24.

Nell’ambito della mostra, martedì 7 ottobre alle ore 18 nella sede dell’AAB si terrà un incontro dal titolo Cavellini e l’autostoricizzazione nel crepuscolo della modernità. Interverranno Davide Dotti, critico e storico dell’arte, Giorgio Fogazzi, collezionista, e Lillo Marciano, artista.

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