Il Comune ritorna alle brocche, ma chi vuole si porta l’acqua da casa

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Il Comune è tornato ad erogare acqua in brocche durante i pasti in mensa negli istituti scolastici, consentendo però agli alunni di portare la propria personale bottiglietta da casa. Tutto liscio? Per nulla, il servizio ha scatenato non poche polemiche, sia per la modalità sia per i timori legati alla reale sicurezza dell’acqua pubblica cittadina.

Se, da una parte, non sono pochi i genitori che si chiedono il motivo per il quale la Loggia faccia portare l’acqua da casa ("allora vuol dire che quella dell’acquedotto non è così sicura?" si chiedono le famiglie), dall’altro fa discutere il regolamento messo in atto dal Comune: le famiglie che si sentono più sicure a consegnare l’acqua acquistata da loro devono infatti consegnare ai figli bottigliette esclusivamente da mezzo litro ed obbligatoriamente sigillate, dunque una nuova ogni giorno. Vietato riempire le bottigliette con l’acqua presa da bottiglie da 1,5 litri, o inserirvi l’acqua filtrata a casa propria con i tanti sistemi offerti dal mercato, che consentono spesso di risparmiare.

Ma non è finita: l’indirizzo mail, fornito alle famiglie attraverso una circolare, dove spedire il modulo di richiesta per l’autorizzazione a portare le bottigliette a scuola è sbagliato, non è infatti "ristorazione@comune.brescia.it" bensì "ristorazionesociale@comune.brescia.it".
(a.c.)   

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