Dopo Expo, l’Albero della vita andrà al parco Tarello

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I lavori sono in ritardo e la struttura prevista all’inizio non è quella che verrà realizzata. Nonostante le modifiche al progetto e il ritardo nell’avvio dei lavori (appena iniziati) l’Albero della Vita simbolo di Expo 2015 verrà realizzato grazie ad una cordata di 30 aziende bresciane. “Costruirlo sarà un inferno”, ha dichiarato al Corsera di Brescia Giancarlo Turati delegato Aib per Expo.

Il colosso sarà alto 35 metri e necessiterà di 3 milioni di euro per realizzarlo. Con quali soldi? “Una banca del territorio firmerà per il consorzio”. La struttura sarà in legno lamellare e metallo, avrà 7 mila punti luce, fumogeni e palloncini che si gonfiano, con la possibilità di creare sempore nuovi effetti speciali. La costruzione sarà molto complicata, tanto che “gireremo un filmato” sulla realizzazione che “si potrà anche scaricare con un’app”.

E quando l’Expo spegnerà le luci l’albero della vita che fine farà? Eì sempre Turati a rispondere: “Pensiamo di metterlo al parco Tarello, anche se un imprenditore, nome grosso e riservatissimo, lo vorrebbe nella sede della sua azienda. A Francesco Bettoni, poi, sarebbe piaciuto piantarlo all’entrata dell’autostrada Brebemi, ma…”. E se Milano volesse tenerlo per sé? “Dovrà preparare l’assegno”

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  1. In un periodo di crisi economica nel quale si continua a predicare la necessità di tirare la cinghia, siamo sicuri di poterci permettere i costi di mantenimento di "7 mila punti luce, fumogeni e palloncini".
    "Nulla è indispensabile, tranne il superfluo!"

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