Differenziata, le Acli bresciane a favore del porta a porta

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In questi giorni il Comune di Brescia sta concludendo il confronto sul futuro metodo di raccolta dei rifiuti. Argomento destinato ad impattare direttamente con le abitudini quotidiane incidendo poi sull’inquinamento ambientale. Anche le Alci bresciane intervengono sull’argomento e puntano sul "porta a porta".

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Siamo favorevoli alla raccolta differenziata con il cosiddetto metodo “porta a porta”; lo abbiamo indicato già in vista delle elezioni amministrative nel documento che presentammo alla città e alla discussione dei candidati. “Per una città che cambia” era il titolo del documento, nel quale si dichiara fondamentale l’educazione alla sostenibilità, un modo di fare formazione ambientale coinvolgendo i comportamenti personali quotidiani. Proprio partendo da questa responsabilità personale e diffusa pensiamo che il sistema “porta a porta” rappresenti la migliore modalità, perché capace di educare a comportamenti virtuosi e di evitare gesti deresponsabilizzanti da parte di chi viene in città per lavoro. Questo metodo inoltre sembra garantire una maggior qualità della raccolta differenziata, con un conseguente miglior controllo sul rifiuto che alla fine viene bruciato per produrre energia e riscaldamento. Tale processo di coinvolgimento attivo dei cittadini e delle imprese del territorio, laddove è stato attivato, stando ai dati, ha prodotto l’aumento della raccolta differenziata e il calo della produzione dei rifiuti, diminuendo i costi di gestione e aprendo opportunità anche economiche. Non è un caso che questo metodo sia diffuso nella maggioranza dei comuni lombardi.

 

Certamente se vogliamo ragionare sulla gestione dei rifiuti a Brescia, è necessario considerare anche la presenza di A2A e dell’impianto del termovalorizzatore. L’obiettivo principale deve però essere la necessità di ridurre i rifiuti e – quindi – il conseguente inquinamento. A guidare questa importante scelta non possono essere le necessità aziendali dell’azienda ex municipalizzata, la quale piuttosto è chiamata ad adeguarsi cercando anche di sostenere quelle forme di green economy che rappresentano il futuro anche nel nostro paese.

 

In ogni caso crediamo che il problema della gestione dei rifiuti non si risolva soltanto con la scelta del metodo di raccolta o di smaltimento. Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2013 di Ispra, i bresciani producono circa 700 kg di rifiuti urbani all’anno. Un dato che ci richiama alla necessità di modificare urgentemente il nostro stile di vita e un sistema economico basato sullo spreco, sull’usa e getta e sulla produzione massiccia di imballaggi.

 

 

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UN COMMENTO

  1. Non sapevo che raccogliere i rifiuti fosse in gesto teologico.Le Acli bresciane dopo essere passate nella più totale irrilevanza ora discettano di rifiuti e optano per il porta porta e non per a
    Tra metodi,chissà perché ? Il porta a porta ti obbliga a farti una piccola discarica in casa e in più ti aumentano anche la tariffa oltre che tornare come 40 anni fa.

  2. Giustissimo !!!! Cosa c'entrano le ACLI ??? Chiediamo ai cittadini che non hanno edifici sontuosi ma normali appartamenti !!! La discarica in casa e'un'azzeccata dicitura!!!! Meglio i cassonetti con la calotta .Penso anche che il porta a porta verrà a costare di più xche si dovranno distribuire i vari contenitori e impiegare più personale x ritirare il tutto !!! E la puzza in casa dove la lasciamo ???? E lo spazio che occorre??? Tanto chi se ne fregherà in tutti i modi abbandonerà x strada i rifiuti!!!!

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