Consigli di quartiere, Pd risponde alla Lega: “La lista unica era stata una loro proposta”

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(e.b) “Le critiche di Rolfi alla creazione della lista unica per le elezioni dei consigli di quartiere sono scuse pretestuose visto è stato lui stesso a proporla nel 2011 senza mai tramutarla in norma”. Così il segretario cittadino del Pd, Giorgio De Martin, risponde alle critiche mosse dal leghista Fabio Rolfi che nei giorni scorsi ha espresso la propria contrarietà verso la creazione di una lista unica da presentare durante le prossime elezioni dei consigli di quartiere, in programma domenica 14 dicembre a Brescia.

“La Lega non si è mai preoccupata di tradurre in norma la delibera sulla lista unica proposta dall’ex vicesindaco – ha spiegato – tante chiacchiere mai tramutate in fatti e ora che i fatti li ha fatti qualcun altro si permettono anche di criticare”. “La polemica della Lega ha del paradossale – fa notare Fabio Negrini della segreteria cittadina – perché è proprio chi governa che dovrebbe essere preoccupato dalla formazione di eventuali consigli di quartiere che potrebbero anche essere critici con quanto deciso dall’amministrazione Del Bono”. Quello proposto dall’assessore Fenaroli e dalla giunta Del Bono per queste prime elezioni di quartiere invece “sarà una progetto sperimentale – ha sottolineato De Martin -. che siamo pronti a migliorare ulteriormente, come era già successo per i consigli di quartiere negli anni ’70”.

Il Pd ha deciso inoltre di aprire le porte dei suoi circoli per informare i cittadini sulle modalità di voto e di candidatura. “Siamo pronti ad aiutare tutti quei cittadini che vorranno partecipare alla corsa elettorale e magari candidarsi – ha sostenuto il vicesegretario cittadino, Nicolò Gatta – perché queste elezioni rappresentino davvero la propria anima civica, senza i vari cappelli preconfezionati dalla politica”. I democratici puntano quindi alla partecipazione, avulsa dal colore politico, ma anche “a recuperare quel gap che si è instaurato nell’era Paroli tra l’amministrazione e i cittadini – ha affermato -. Le elezioni devono svolgersi nella totale libertà e nella corrispondenza tra cittadini candidati e residenti del quartiere: solo così avremo a che fare con uno strumento democratico”. Lui stesso non ha negato la propria candidatura nel quartiere di Porta Cremona: “Non è ancora nulla di sicuro, ma di certo ci sto ragionando”. La consigliera comunale Laura Sandonà, che ha ammesso di non aver intenzione di candidarsi, così come ha dichiarato lo stesso Giorgio De Martin, ha voluto però sottolineare “il valore delle tante assemblee di quartiere che hanno preceduto queste elezioni. Ora che il regolamento è stato approvato però tocca ai cittadini mettersi in gioco per il futuro del proprio quartiere – ha ricordato – Questa unione di forze tra cittadini italiani, stranieri e giovanissimi, speriamo che serva a creare un maggior senso di comunità”.

 

 

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UN COMMENTO

  1. La risposta del PD è come al solito parziale. la critica della lega è essenzialmente su come si è arrivati alla delibera finale, bocciando, a prescindere, qualsiasi proposta dell’opposizione, con la Parmigiani in particolare totalmente antidemocratica.

  2. Il sindaco si fa pilotare dai relitti del comunismo reale, quello che tanto benessere ha distribuito in giro per il mondo. Trenta e più, piccoli soviet, inutili. Già non contavano nulla le circoscrizioni, immaginate quanto peso possano avere questi consigli paracondominiali. E’ solo una operazione ideologica di pochi soggetti che hanno la testa ancora ingombra delle macerie del muro di Berlino i quali hanno imbambolato il mite, inadeguato a parer mio, sindaco.

  3. La notizia vera di questo articolo è che esiste il partito democratico in città!! Vai De Martin sei unico! Continua così che nel 2018 #vinconoloro

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