Quel patto con il diavolo inciso sulla chiesa di Manerba

0

(e.b) E’ la chiesetta più antica di Manerba del Garda. Anzi, era la chiesetta più antica di Manerba del Garda, perché ora di quella chiesetta è rimasto ben poco, solo qualche rovina. Ciò che si è conservato, invece, è il mistero che la circonda. Si tratta della chiesa di San Savino e del patto con il diavolo che lì, nel lontano 1200, fù siglato da un mugnaio in cambio della prosperità. E’ una leggenda, s’intende, ma quella leggenda è ancora impressa su una formella posizionata sulla parete sud della chiesetta.

LA LEGGENDA – Si narra che un mugnaio avesse così tanto grano da macinare da sfamare metà della popolazione del territorio. All’improvviso però, un evento naturale gli fece perdere di colpo l’acqua per alimentare il suo mulino, così che l’uomo rischiava di cadere in rovina. Dopo aver pregato San Savino senza ottenere risposta il mugnaio si affidò al diavolo che però gli promise lavoro e prosperità in cambio della sua anima alla morte. Il mugnaio accettò e il patto fù siglato imprimendo la propria mano e il piede del diavolo su una formella. Da quel giorno i suoi affari andarono a gonfie vele, ma con il sopraggiungere della vecchiaia il mugnaio si rese conto che di lì a poco la sua anima sarebbe stata di proprietà del diavolo. Si affidò quindi ad un prete confessando ciò che aveva fatto e pregandolo di salvarlo. La salvezza divina arrivò e il prete esorcizzò la pietra che riportava il patto e lo spezzò imprimendo una croce tra le due orme. Il diavolo però, dopo aver atteso tanto a lungo la sua ricompensa si arrabbiò a tal punto che distrusse la casa del mugnaio e trasformò il denaro in cumuli di paglia.

LA SCOPERTA – Dopo decenni abbandonata a sé stessa, la chiesetta di San Savino è stata riscoperta da due appassionati, Armando Bellelli e Marco Bertagna, che l’hanno visitata e hanno documentato cosa è rimasto. Per loro le orme della mano e del piede potrebbero avere anche una altra spiegazione, come spiegano in un articolo apparso sul sito www.luoghimisteriosi.it : "Tutto l’arco alpino (Val Camonica, Val Saviore etc.) e prealpino è costellata di impronte,più o meno delineate,di piedi e mani scolpite nella roccia. Esse nascondono un significativa importanza sacrale: esse rappresentavano per gli uomini antichi la presa di possesso del luogo da parte della divinità, che lì era presente in tutta la sua potenza. Il luogo contrassegnato quindi da tali figure era una luogo sacro, meritevole di devozione e assolutamente da non profanare, per non scatenare l’ira del Dio – e continuano -. Il cristianesimo, che nelle nostre zone ha cominciato a diffondersi verso il IV sec. incontrando spesso forti resistenze da parte dei pagani, per poter attecchire tra la popolazione comincia una massiccia opera di "cristianizzazione ed esorcismo" di quelle  impronte cui vengono tributati onori divini: diventano quindi le impronte della Madonna o del tal Santo,per spostare la venerazione su attributi cristiani, oppure diventano le impronte del Diavole, per bloccare la venerazione del tutto. La pietra del Patto col Diavolo di San Sivino rientra nel secondo caso… Sappiamo che nell’intera zona di Manerba vi erano templi e santuari antichi di varie epoche,in zona Rocca e addirittura un semicerchio di pietre sommerso presso la spiaggia del gabbiano,non lontana da San Sivino. Non si può quindi escludere che, in tempi remoti, anche sul promontorio di San Sivino vi fosse un tempio, a cui la chiesetta si sostituì.. e per coprire e scoraggiare gli antichi culti, venne tramandata la leggenda del patto col principe delle tenebre".

Insomma, che si tratti di un patto con Satana o di un rito pagano, resta indiscusso il fascino e il mistero che avvolge questa piccola chiesetta del Lago di Garda.

Comments

comments

LEAVE A REPLY