Brebemi: dal Governo no alla defiscalizzazione

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Lo "sconto" si tradurrebbe in perdita di gettito con effetti negativi per la finanza pubblica: questo il motivo per il quale la Ragioneria dello Stato ha espresso parere negativo circa la possibilità di una defiscalizzazione degli introiti di Brebemi.

Per la società che detiene e gestisce l’autostrada direttissima si apre dunque una fase alquanto delicata, dovuta soprattutto allo scarso utilizzo da parte di automobilisti e soprattutto camionisti. Un commento sulla mancata defiscalizzazione da parte del Ministero dell’Economia arriva sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi da Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia: «Ora che è aperta, la Brebemi non è defiscalizzabile, perché si aprirebbe un precedente ingestibile, e perché non erano questi gli accordi con lo Stato e la Regione Lombardia, che hanno rilasciato la concessione ventennale. Brebemi deve fare i conti sulle sue nere prospettive e deve farli subito. Si moltiplicano le voci di una cessione della concessione, perché con questo scarso traffico e i relativi minori introiti da pedaggio, la società non riesce a pagare le rate alle banche che hanno prestato i soldi (si tratta di ben 1 miliardo e mezzo di euro) per la costruzione dell’autostrada».

«La Lombardia – conclude Balotta – dispone di un’autostrada che grazie a tariffe doppie rispetto a quelle della parallela A4 e ad una localizzazione sbagliata è largamente sottoutilizzata, con un traffico di meno di 20mila veicoli al giorno. Mentre sulla vicina A4 Milano-Brescia i veicoli sono 280 mila». 
(a.c.)

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