Comune contro la colonia di gatti a Montisola: va trasferita o rinchiusa

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Per molti turisti rappresentano un irresistibile soggetto per una fotografia. Per la signora Elena Dalmeri, proprietaria del ristorante "La spiaggetta" sono ormai compagni di vita ai quali dedica molte cure e attenzioni. Per il sindaco e alcuni abitanti dell’isola invece a quanto pare sono solo un pericolo, soprattutto per chi utilizza il motorino o la bicicletta. Stiamo parlando dei tanti felini ospitati nella colonia fra Peschiera Maraglio e Sensole, in prossimità della trattoria "La spiaggetta". Nei giorni scorsi il primo cittadino Fiorello Turla ha emesso un’ordinanza con la quale obbliga i responsabili della colonia, regolarmente censita dall’Asl, a trasferirla altrove, pena la recinzione coatta, su quattro lati, del terreno dove è ospitata.

Secondo il sindaco sarebbe questo l’unico metodo per evitare nuovi incidenti provocati dall’attraversamento della strada dei gatti, che avrebbero già provocato alcune cadute, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone alla guida dei motocicli. La signora Elena, che in totale accudisce ormai un centinaio di gatti tra quelli originari e i nuovi ospiti che periodicamente vengono portati dagli isolani, ritiene eccessivo il provvvedimento, anche perché secondo lei basterebbe un po’ di prudenza, oltre al rispetto del limite di velocità dei 10 km orari.

Sulle colonne di Bresciaoggi, dove è riportata la notizia, la donna ammette che la colonia si sta ingrossando sempre più, ma non se la sente di dar via i gatti (a chi?): «Capisco che, al di sopra di un certo numero, possano essere un problema. Ma io non posso fare a meno di curarli e nutrirli. Una disposizione d’animo che mi è nata dentro quando, 10 anni fa, ho trovato tre micini miagolanti in un cassonetto. Cosa dovrei fare: ucciderli? Piuttosto tolgo io il disturbo». 
(a.c.)

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  1. Tutta la mia solidarietà alla bravissima signora Elena per la sua rispettabile missione verso i micini . Sono i motociclisti e i ciclisti che con
    la loro arroganza costituiscono un pericolo sia per gli animali che per i pedoni, come spesso accade anche sulle piste ciclabili! Sarebbe sufficiente adeguarsi a dei giusti limiti di velocità. Con che coraggio si vogliono allontanare delle piccole creature? Non sono i gatti a causare gli incidenti! Stella

  2. Tutta la mia solidarietà alla bravissima signora Elena per la sua rispettabile missione verso i micini . Sono i motociclisti e i ciclisti che con
    la loro arroganza costituiscono un pericolo sia per gli animali che per i pedoni, come spesso accade anche sulle piste ciclabili! Sarebbe sufficiente adeguarsi a dei giusti limiti di velocità. Con che coraggio si vogliono allontanare delle piccole creature? Non sono i gatti a causare gli incidenti! Stella

  3. Ma mettere un bel cartello visibile (sempre che gia non ci sia) che avverta del pericolo attraversamento animali e che esorti ad andare piano non è abbastanza? Sinceramente concordo con chi dive che il pericolo vero siano i motorini che viaggiano ad alta velocità rischiando l’ incolumità anche dei turisti a piedi non un gatto che attraversa la strada. Trovo molto caratteristica la presenza dei gatti e ogni volta che vado a Montisola mi fa molto piacere passare davanti alla colonia, mi strappa sempre un sorriso.

  4. Semplicemente ridicolo pensare che dei gatti, ben tenuti in una struttura controllata, siano causa di incidenti a motorini e a biciclette! Se fosse rispettato il limite di velocità, pericoli non ve ne sarebbero. Nei numerosi giri che ho fatto sull’isola, alla ricerca di momenti tranquilli, l’unico vero e rumoroso pericolo e’ stato quello di essere travolti da motorini che sfrecciano o da qualche automezzo di troppo. Il primo cittadino dovrebbe accentuare i divieti sui limiti di velocità, unica vera causa di pericolo per se stessi e per i pedoni.

    Amante di Montisola

  5. Automezzi di troppo: sono d’accordo con chi scrive. Nei primi anni ottanta le uniche autovetture autorizzate a circolare liberamente a Montisola erano il minibus di linea, quelle del medico condotto, del sindaco, e dei parroci (tre, ma nessuno aveva allora un’autovettura…). Circolavano tante biciclette e pochi motocicli, anch’essi peraltro autorizzati come piccoli mezzi di trasporto che facevano capo ai retifici. Bei tempi, c’erano già allora tanti gatti, lberi e per nulla un pericolo. Oggi sono addirittura un problema sociale. Mah…

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