Expo, brescia saprà sfruttare l’opportunità?

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(a.marsigalia) Il sentiment positivo verso Expo2015 in Italia ha segnato un notevole aumento e in particolare cresce l’apprezzamento per gli eventi a esso collegati. Lo dicono i risultati di un’analisi della Camera di commercio di Milano attraverso Voices from the Blogs, spin off dell’Università degli Studi di Milano su oltre 86mila commenti in Rete a settembre 2014. Considerato un “evento mondiale”, capace di attrarre attenzione e partnership globali, su Expo puntano non solo gli italiani ma anche gli stranieri. “Expo sta conquistando sempre più l’interesse degli italiani e progressivamente quello del mondo – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano –. Questo dato contribuisce a rafforzare la fiducia delle nostre imprese che stanno investendo e che continueranno a investire nell’Esposizione Universale. Siamo convinti che Expo debba diventare il simbolo concreto e visibile del rilancio economico e morale del nostro Paese”.

Solo nel settore del turismo sono 55mila in Lombardia le imprese che vi puntano, considerando che, ad oggi, nella nostra regione  arrivano una media di 54mila stranieri al giorno, si fermano circa 2 notti, e spendono circa 273 euro al giorno. Guardando al futuro, secondo una ricerca affidata a un team di analisti economici coordinati da Alberto Dell’Acqua professore SDA Bocconi, nell’arco dell’intero periodo di analisi (2012-2020) tra i settori maggiormente investiti dall’impatto economico dell’Expo ci saranno turismo e ristorazione, con circa 3,9 miliardi di produzione aggiuntiva e 39.400 unità di lavoro previste. Al riguardo l’Assessore Regionale al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini ha dichiarato: “La Lombardia si conferma una delle più importanti mete turistiche d’Italia con un mix di offerte che spazia dai laghi alle montagne, dallo shopping al business. Appare evidente la necessità di insistere nella valorizzazione di Expo come momento di attrattività e consolidamento della crescita degli ultimi anni.”

Della stessa opinione Paolo Rossi, Presidente di Federalberghi, che traccia un prospetto di quello che potrà accadere a Brescia che, dall’enogastronomia alle bellezze naturali e architettoniche, punta ad un ruolo di primo piano nella manifestazione. “Le aspettative sono enormi e le opportunità straordinarie” – commenta Rossi – “Non solo Expo attirerà turisti sui laghi bresciani, ma i laghi stessi forniranno un bacino di utenza all’Expo. La manifestazione inizia in un periodo che per noi è già normalmente di fermento e quindi credo che in molti, fedeli al Garda e al Sebino, faranno tappa a Milano”. Il vino della Franciacorta, l’olio del Garda, l’agricoltura della Bassa: sono tutte eccellenze sulle quali, secondo Rossi, bisogna puntare per attrarre persone. “Ma la scommessa va aldilà di queste cose – sottolinea– è in gioco il futuro turistico di questa provincia, Expo deve essere solo l’inizio. Non solo i laghi, la montagna, ma la stessa città deve essere rilanciata sull’onda di Expo, e perché ciò accada devono andare a regime una serie di cose”. Secondo il Presidente di Federalberghi il problema è che “non riusciamo a mettere a reddito quello che abbiamo: a Brescia non manca nulla, ma va valorizzato”. E il confronto con i cugini bergamaschi, che sull’onda del successo dello Scalo di Orio hanno saputo dare lustro alla città, è quasi d’obbligo. “Serve un progetto definito e non iniziative a spot, serve ritornare a far fiorire le piccole attività tradizionali, serve risaltare ciò che abbiamo. Su Expo ci giochiamo la nostra reputazione ed è l’occasione per riprendere prima a camminare e poi a correre”.

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