La Leonessa continua a ruggire oltre confine

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La fotografia che l’economia bresciana presenta oggi è piena di segnali contraddittori. Alle realtà storiche che puntano su nuove attività, come il Gruppo Lonati, o ad espandersi, come l’Omr che ha recentemente ricevuto una commessa da 700 milioni di euro, si contrappongono tutte quelle piccole medie imprese che lavorano in affanno, aspettando quella iniezione di ossigeno da istituzioni pubbliche e private per poter ripartire. E poi c’è l’Expo alle porte, che per Brescia potrebbe significare non solo una vetrina momentanea, ma il vero e proprio punto di svolta per mostrarsi in tutta la sua attrattività, non solo turistica, ma anche e soprattutto industriale. Per allacciare rapporti con operatori esteri, per aprirsi varchi in mercati lontani, per espandersi dove ancora non è presente. La Leonessa, per il carattere intrinseco che possiede, punta a tornare tale e, se il mercato interno non lo consente, allora ruggirà oltre confine. Brescia resta la seconda città della Lombardia, dopo Milano, per Pil pro capite e, per far fronte a quelle che sono le sfide, senza tregua, che il mercato propone, punta di nuovo su quegli assi che l’hanno resa celebre negli anni Novanta: meccanica, siderurgia, agroalimentare, turismo. Ma soprattutto export. Sono Asia e Medioriente i veri paradisi. L’Europa è adagiata, la Russia confinata, mentre l’Oriente risorge. Ed è proprio lì che il Made in Brescia spicca segnando un più in diversi settori.

PUNTANDO SULL’EXPORT

Danno segnali positivi, e oltre la media, i dati registrati dal Centro studi di AIB in riferimento al commercio con l’estero della provincia di Brescia. Le esportazioni bresciane nel primo semestre del 2014 sono aumentate del 3,9% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, mentre il secondo trimestre 2014 registra una crescita del 5,4%. A fare da padroni sono, oltre al comparto dell’alimentare e a quello dei tessili, alcuni tra i settori che hanno reso Brescia famosa. Entrando nello specifico hanno registrato il maggiore incremento delle esportazioni i prodotti alimentari (+ 11,2%); i tessili (+ 7,4%), gli apparecchi elettrici e di precisione (+ 6,3%), i prodotti dell’agricoltura (+ 5,3%), le macchine e gli apparecchi meccanici (+ 4,8%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+ 4,8%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+ 4,7%). Sono invece diminuite le vendite all’estero per i prodotti petroliferi raffinati (- 25,0%), quelli delle attività di trattamento dei rifiuti (- 18,8%), sostanze e prodotti chimici e farmaceutici (- 1,1%).

A livello geografico, la crescita più consistente delle esportazioni ha interessato il Brasile (+ 29,5%), la Spagna (+ 17,0%), i Paesi Bassi (+ 10,7%), la Cina (+10,3%) e gli Stati Uniti (+ 7,7%). Facendo un saldo tra import-export, l’interscambio con l’estero delle imprese bresciane ha registrato, nel primo semestre del 2014, un saldo positivo di 3.186 milioni di euro, contro i 3.144 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento dell’1,3%.

Brescia, tra l’altro, insieme a Bergamo performa meglio della Lombardia, dove si registra una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo del 2013.

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