Giro di prostituzione in alcuni locali del bresciano: tra i 31 indagati due carabinieri

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Un giro di prostituzione che coinvolgeva alcuni locali di Bedizzole, Mazzano e Rovato, trentuno indagati e sei persone in carcere da luglio, tra cui due carabinieri. E’ ora chiusa l’indagine iniziata la scorsa estate dalla procura di Brescia: il reato contestato è associazione per delinquere. A coordinarla i sostituti procuratori Paolo Savio e Claudia Moregola che hanno messo in luce il ruolo di G.R. e M.R.,  padre e figlio, già in carcere, considerati i capi e organizzatori; ma anche quello di F. S. e V. M., i due agenti dei carabinieri che dovevano sovraintendere l’attività illecita.

Come scrive il Giornale di Brescia sono particolarmente pesanti le accuse contro l’appuntato F.S., che, secondo l’inchiesta, era il braccio destro dei capi. A lui avrebbero regalato auto , telefoni e denaro. F.S., ai tempi, lavorava alla caserma di Mazzano. L’accusa gli contesta, tra i fatti, l’esser entrato abusivamente nel sistema informatico del Ministero verificando come si stavano muovendo le indagini, aver finto di essere stato in servizio quando invece lavorava per quelli dell’organizzazione e aver simulato un malore chiudendo la caserma dei carabinieri di Mazzano al pubblico per rispondere ad una chiamata dei "capi". E’ inoltre accusato di aver portato via dalla Caserma alcune denunce poi ritrovate a casa sua. Non sono da meno le accuse per il collega V.M. che avrebbe sfruttato il suo ruolo di carabiniere per ottenere dai boss dell’organizzazione particolari premi e facilitazioni. 

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6 COMMENTI

  1. Non capisco perchè quando compare la notizia di un reato commesso da italiani c’è qualche "intellettuale" che giustifica quelli commessi da stranieri (magari clandestini e già espulsi).
    E’ forse razzistello il questore che ha dichiarato che i furti nelle case sono commessi quasi esclusivamente da bande di immigrati dell’est?

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