Evade dalla casa di Sirmione, ma muore alla stazione di Verona

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Aveva deciso di fuggire, fuggire da quei domiciliari che lo tenevano segregato ai domiciliari da anni perché perché ritenuto mandante dell’omicidio del suo rivale in amore, Stefano Cerri. Una casa a Sirmione dalla quale Stefano Savasta, 55 anni, è scappato, cercando la libertà dopo la conferma dell’ergastolo emessa martedì dalla Cassazione. Ma la sua fuga è stata presto arrestata e non dalle forze dell’ordine, ma da un malore che lo ha colpito e stroncato alla stazione a Verona mentre attendeva il treno diretto a Bologna. Aveva con sè una carta d’identità falsa e di diecimila euro in contanti.

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UN COMMENTO

  1. Non si meravigli: in semilibertà c’è pure un tale Fioravanti mentre è dal 2013 una libera cittadina la moglie Mambro, colpevoli come esecutori della strage alla stazione di Bologna del 1980 ed autori di altri omicidi (hanno ammazzato solo 96 persone…), appartenenenti e fondatori della cellula neofascista dei NAR e condannati rispettivamente ad otto e sette ergastoli in totale. Ma siamo in Italia, non negli Stati Uniti o in una teocrazia islamica.

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