Da Borgonato l’allarme per il comparto-distillati: troppe accise, si rischia il collasso

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Negli ultimi due anni sono addirittura quattro gli aumenti delle accise, per un totale di +30% di tasse. Stiamo parlando del settore degli spiriti, liquori, grappe e affini, le cui associazioni di categoria, Assodistil e Federvini, hanno lanciato un vero e proprio grido d’allarme.

Tra città e provincia sono 15 le aziende bresciane del settore. Lunedì mattina si sono date appuntamento presso la bella cascina delle Distillerie Franciacorta, a Borgonato di Corte Franca, per fare il punto della situazione, e mettere a punto la strategia per fare fronte comune contro il fisco. Il quarto aumento di accise degli ultimi due anni (da ottobre 2013), per ora solo ipotetico, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio, e sarebbe con i precedenti aumenti uno dei motivi principali, assieme al calo dei consumi (-9,4% negli ultimi due anni), della perdita secca di ben 6.700 posti di lavoro in tutta la nazione, circa 1.000 nella sola Lombardia.

Per cercare di impedire l’annunciato aumento delle accise le associazioni hanno messo a pinto una campagna di sensibilizzazione nazionale, chiamata “Stop alle accise”, che ha come fulcro la petizione firmabile online al sito http://www.stopalleaccise.it/.

Sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi è riportata la dichiarazione congiunta dei presidenti di Assodistil e Federvini, Antonio Emaldi e Sandro Boscaini: «L’incremento a tappe forzate delle accise è un ottimo sistema per penalizzare un settore rappresentativo della nostra economia, che ha sempre puntato sull’impegno e sulla passione degli imprenditori, oltre che su un know how fatto di grande storia e tradizione. Il nostro appello è chiaro: questo quarto aumento delle accise sui prodotti alcolici e intermedi deve essere cancellato».

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