Richiami vivi, Beccalossi: inaccettabile, questo Governo dichiara guerra alla caccia

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“Ormai non ci sono più dubbi: questo Governo considera la caccia come un’attività da combattere e i cacciatori come dei pericolosi soggetti da fermare. Dopo lo stop allo spiedo bresciano, ora il Consiglio dei ministri blocca le regole in materia di richiami vivi. Un altro duro colpo alle  nostre tradizioni e alla nostra economia che combatterò con tutte le mie forze”.

 Lo dichiara l’assessore regionale e dirigente di Fratelli d’Italia Viviana Beccalossi, commentando la decisione assunta ieri dal Consiglio dei Ministri, che su proposta del Ministro dell’Ambiente Galletti ha deciso di annullare, entro 15 giorni, le delibere di Lombardia ed Emilia Romagna che, rispettivamente nel giugno e nel luglio scorso, hanno autorizzato l’attivazione di impianti di cattura di uccelli selvatici da utilizzare poi come richiami vivi.

 “Una decisione inspiegabile –prosegue Viviana Beccalossi- considerando il fatto che i richiami vivi sono individuati tra esemplari di specie perfettamente cacciabili,  allevati e utilizzati in numero ridottissimo dai cacciatori per una pratica venatoria millenaria. Inoltre, la delibera di Regione Lombardia era stata assunta individuando parametri rigorosi sulle procedure di cattura e con l’attivazione di una banca dati. Un modo di operare che aveva ricevuto il parere favorevole di Ispra, l’istituto Superiore per la Protezione e per la Ricerca Ambientale”.

“E’ incredibile –commenta Viviana Beccalossi- che il Governo, superando anche le direttive comunitarie, voglia confinare la caccia italiana in un ghetto, ignorando quanto questa pratica porti occupazione e ricchezza nel nostro Paese, contribuisca in modo significativo all’export italiano di armi, di vestiario, di accessori e venga esercitata da moltissimi appassionati, più di centomila solo in Lombardia, che per farlo pagano fior di licenze e tasse all’erario”.

“Ho già scritto al Ministro Martina –conclude Viviana Beccalossi – perché faccia sentire la sua voce all’interno di un Consiglio dei Ministri che, evidentemente, in nome di un ambientalismo di facciata, è disposto a sacrificare le nostre tradizioni e a mettere in ginocchio una parte importante dell’economia bresciana e non solo”.

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  1. Mettere in ginocchio una parte importante dell’economia bresciana, dice la Viviana ? E non si parla di mancati sgravi fiscali, di revisione delle aliquote o di IVA, di costo del lavoro, di incentivi alla produttività o agli investimenti fermi da anni. Si parla nientemeno che di richiami vivi e di volatili cacciabili o meno per finire su uno speido. Il tutto pensando che ne derivi ocuupazione e ricchezza a vagonate. Siamo al delirio di chi, evidentemente, l’unica caccia che conosce alla perfezione è quella ai voti ed all’elettorato.

  2. Va beh, dài, cerchiamo di capirla. Sono giorni difficili per Fratelli d’Italia: tra arresti e indagini a Roma hanno il loro bel daffare per tenere in piedi la baracca, mettere ordine tra le carte in vista di nuove possibili perquisizioni eccetera, quindi è logico che abbiano a malapena tempo per occuparsi di questioni "leggere"…

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