Anche a Brescia arrivano le penne spia per i poliziotti

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Anche a Brescia arrivano le penne spia per i poliziotti. Da oggi saranno 150 gli agenti della Questura che avranno in dotazione una biro dotata di telecamera che, inserita nel taschino, potrà riprendere ciò che avviene di fronte.

Il nuovo strumento, già distribuito in altre città agli agenti iscritti al sindacato Sap, servirà per fare chiarezza sull’operato della polizia, dopo le polemiche delle ultime settimane sulla correttezza degli interventi delle forze dell’ordine. Il segretario nazionale del sindacato Gianni Tonelli, come si legge su Bresciaoggi, ha dichiarato che: “E’ uno strumento di verità. Siamo oggetto di attacchi infiniti, siamo descritti come lanzichenecchi che colpiscono indiscriminatamente, ma non è così”.

Le penne possono registrare fino a quattro ore e le riprese possono essere scaricate su qualunque dispositivo. Il costo si aggira intorno ai 40 euro, interamente spesati dal sindacato e dagli sponsor. Le “spy pen”, sempre come afferma Tonelli, saranno anche un deterrente contro le persone che, fermate in flagrante, cercano di provocarsi una lesione per incolpare gli agenti e farla franca.

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  1. Che ben vengano !!!! Certo che se si pensa che possano servire anche x discolpare eventuali azioni dei poliziotti e' una vergogna !!!!! Pieno appoggio alle forze dell'ordine , al loro coraggio , al loro senso di legalità e SEMPRE !!!!!!

  2. Che ben vengano !!!! Certo che se si pensa che possano servire anche x discolpare eventuali azioni dei poliziotti e' una vergogna !!!!! Pieno appoggio alle forze dell'ordine , al loro coraggio , al loro senso di legalità e SEMPRE !!!!!!

  3. Per dovrebbero essere omologate ed autorizzate da chi di dovere e soprattutto per essere attendibili non devono essere manipolabili dal diretto interessato, altrimenti le riprese sconvenienti il poliziotto se le cancella.

  4. Ottimo! Finalmente un sindacato di polizia che fa qualcosa per tutelare il buon nome dell’istituzione e dei singoli operatori. E’ di pochi giorni fa la vicenda del cittadino senegalese che ha denunciato gli agenti della Locale di Rezzato per presunte percosse e, commentando la vicenda, avevo proprio suggerito un impiego costante e diffuso della videosorveglianza a tutela dei cittadini e, soprattutto, degli operatori corretti e professionali delle Forze dell’Ordine e, diversi altri commentatori, per questo, mi attaccavano violentemente. Voglio vedere se, ora, si accaniranno anche contro questo sindacato. Peccato che l’iniziativa sia circoscritta a pochi agenti, presumibilmente volontari, ma è un inizio che lascia ben sperare e che, se sarà diffuso e reso obbligatorio finalmente permetterà di avere Forze dell’Ordine al riparo da ogni sospetto. Tra l’altro, domani ricorre l’anniversario della strage di Piazza Fontana e, ancora oggi, non si possono chiudere le polemiche sulla morte di Pino Pinelli, vicenda che è costata, tra l’altro, la vita al Commissario Calabresi e sulla quale non si è mai saputa una verità condivisibile: se arresto, detenzione ed interrogatori fossero stati ripresi, quanto dolore sarebbe stato evitato?

  5. Non credo che un sindacato possa distribuire strumenti come questi senza l’autorizzazione dei superiori. Le dotazioni di strumenti ed attrezzature non sono arbitrariamente decise dai singoli militari. Ci mancherebbe.

  6. Ti auguro di passare tra le mani (senza soffrire eccessivamente ovvio) di forza dell’ordine modello uno bianca. Ti auguro di passare un brutto quarto d’ora (senza rischiare ovvio) e io sosterrò fedelmente le forze dell’ordine. Svegliati!!!!!

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