BreBeMi: Bettoni spera ancora nell’aiuto di Regione Lombardia

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Dopo la speranza di un corposo intervento congiunto Stato-Regione (leggi qui), e la successiva doccia fredda arrivata da Roma (leggi qui), Bettoni non si da’ per vinto e spera ancora in un aiuto da parte di Roberto Maroni. Le parole del presidente della A35 però gettano qualche ombra sul futuro dell’autostrada, ammettendo che non ricevere l’aiuto sarebbe un "problema enorme".

Le parole, preoccupate, del presidente Francesco Bettoni sono riportate stamane sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi: «Stiamo cercando di capirci qualcosa, per ora siamo nelle mani del presidente Maroni che è ottimista. Ha siglato un accordo con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, e quell’accordo va rispettato altrimenti sarà un problema enorme… Siamo in attesa degli eventi».

Ad ammettere le difficoltà è anche il deputato del Partito Democratico Alfredo Bazoli, sempre su Bresciaoggi: «Il dossier Brebemi è all’attenzione del Governo, siamo tutti molto colpiti e stupiti dalle difficoltà della A35 ma i soldi non ci sono ed è difficile immaginare un impegno così rilevante dell’Esecutivo. La situazione è tutt’altro che definita. Lo sapevamo da prima che i soldi non c’erano, e il problema era grosso».

Sulla questione è intervenuta anche Oriella Savoldi della segreteria della Camera del lavoro di Brescia: «Gli sviluppi preannunciati dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, dopo l’incontro di giovedì scorso con il Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, circa il finanziamento per il riequilibrio finanziario di Brebemi di 270 milioni di euro da parte del Governo, cui si sarebbero aggiunti i 60 milioni della Regione, non trova traccia nella Legge di stabilità e fra gli emendamenti presentati dal Governo. La smentita arriva dallo stesso Ministro e fa ritrarre anche la Regione, salvo mantenere l’apertura di entrambi circa valutazioni da affrontare nel confronto che sarebbe aperto fra Brebemi, Regione ed Esecutivo.Del nulla di concordato c’è da rallegrarsi, intanto perchè il finanziamento era alquanto discutibile per legittimità, anche in rapporto ai vincoli europei in materia di finanziamento pubblico e di concorrenza. Inoltre perchè improponibile in tempi di tagli al Trasporto Pubblico per un’opera già criticata in territorio bresciano al tempo della sua progettazione e ora rivelatasi fallimentare. Il fatto che non ci sono soldi fa cadere anche l’idea di realizzare una iterconnessione con l’Autostrada A4, novità che abbiamo appreso in questi giorni sarebbe stata oggetto dell’intesa. Resta da chiedersi, a questo proposito, quale utilità avrebbe avuto l’interconnessione di BREBEMI con A4, considerato che entrambe queste autostrade sono già ottimamente connesse attraverso la Tangenziale Ovest e che il problema, casomai, circa il mancato utilizzo di Brebemi è da ricondursi al fatto che, più dell’assenza di segnaletica, pesano le tariffe troppo onerose per gli autotrasportatori che preferiscono continuare a servirsi della A4. E soprattutto, al fatto che Brebemi si perde all’ingresso di Milano senza risolvere allo stato i problemi che investono la cintura all’ingresso del territorio milanese».
(red.)

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  1. Sintesi per chi chiede "chi ci perde e cosa rischia di perdere". L’opera è finanziata con 700 milioni di euro dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti) ma con la garanzia della SACE (100% Ministero del Tesoro, cioè il pubblico, cioè noi) e con altri 819 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti (cioè di nuovo il Ministero del Tesoro ma con la raccolta di Poste Italiane, cioè con i risparmi dei cittadini, cioè i nostri soldi) che poi li ha girati a più Banche Commerciali (Intesa S.Paolo, Montepaschi, Unicredit, Centrobanca, Credito Bergamasco) le quali li hanno prestati in pool a Brebemi al tasso del 7,8% (!). Ora Brebemi (controllata all’89% da Autostrade Lombarde, che a sua volta è per il 42,51% di Banca Intesa ed il 12,75% del Gruppo Gavio, soci principlai) chiede già l’interevento diretto dello Stato o della Regione perchè non può sostenere gli 800 milioni di oneri finanziari oppure il prolungamento della concessione fino a 30 anni. Pensate per un secondo al ruolo di Banca Intesa, poi al fallimento di Brebemi e alla posizione che avrebbe i questo caso il Minisero del Tesoro (diretta ed indiretta) e poi guardatevi allo specchio, come cittadini italiani ovviamente…

  2. Niente soldi alla Brebemi. Avevano sbandierato che era tutta privata ma le cose non stanno proprio così. Piuttosto agli agricoltori i soldi degli espropri sono poi stati pagati?

  3. Questo è il c a p i t a l i s m o , bellezza! Per quanto declinato in salsa tipicamente italiana, si tratta di far soldi in pochi furbi, sulla pelle di tutti gli altri.

  4. Dimenticavo la posizione e la presenza di Centrobanca, nata nel 1946 per erogare finaziamenti a medio termine nell’ambito delle banche popolari. Fusa per incorporazione nel 2013 in Ubi Banca, di cui già era società satellite, annovera nel CDA: Victor Massiah, il Consigliere Delegato e numero uno di UBI Banca, Costantino Vitali, bergamasco di origine e presidente di Ubi Banco di Brescia (dove è consigliere Francesca Bazoli, figlia di Giovanni) e Argante Del Monte, già Direttore Generale dell’influente Banca Regionale Europea, altro satellite banca commerciale di UBI. Cosa dice Bazoli ? Tace come sempre, ma agisce…e come se agisce…

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