Aeroporto Montichiari, Mottinelli: la vocazione non dovrebbe essere solo merci

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Prosegue il dialogo della Provincia di Brescia con territorio e Istituzioni  per il  futuro dell’aeroporto Montichiari-Brescia. Il presidente Pier Luigi Mottinelli, nelle scorse settimane, attraverso  una lettera indirizzata alla compagine azionaria e territoriale  della società Aeroporto Valerio Catullo S.p.A e alla Regione Lombardia aveva ufficialmente riaperto il dialogo finalizzato a un’intesa per la gestione dell’aeroporto bresciano.

Con l’ingresso dei veneziani di SAVE al 35% nella compagine della Valerio Catullo, si è infatti riaperto un canale di dialogo con Sacbo, la società che gestisce Orio al Serio, da sempre interessata al D’Annunzio.

"L’incontro con il presidente della Catullo S.p.A, Paolo Arena e con il sindaco di  Montichiari, Mario Fraccaro – ha dichiarato il presidente della Provincia di Brescia Pier Luigi Mottinelli- è stato utile per ribadire la vocazione dello scalo, che non può essere solo merci, come classificato dal Ministero delle Infrastrutture, avendo esso grandi potenzialità anche sul fronte  passeggeri, come confermato anche dal nuovo progetto di sviluppo con Ryanair, che porterà diverse rotte e voli proprio a Montichiari, a partire dal prossimo settembre".

L’obiettivo del presidente Mottinelli è uno solo: definire una posizione unitaria di Brescia, all’interno di un percorso che deve vedere coinvolti Provincia, comuni, enti economici e Regione Lombardia, quest’ ultima tramite l’interessamento dell’assessore Mauro Parolini.

"Mi sono mosso subito dopo il mio insediamento – ha precisato Mottinelli – incontrando i comuni interessati dall’aeroporto, la Camera di Commercio, ABEM, AIB; ho dialogato con il sindaco Del Bono, il sindaco e il presidente della Provincia di Bergamo. Ho incontrato Mauro Gilmozzi, assessore alle infrastrutture e all’ambiente della Provincia Autonoma di Trento; nei prossimi giorni avrò modo di parlare con l’amministratore delegato di SAVE, Enrico Marchi, e il presidente di SABCO, Miro Radici".

Il 2015 sarà dunque l’anno della svolta per l’effettivo ritorno di Montichiari come aerostazione del "Sistema Brescia". Negli ultimi anni per quanto riguarda le infrastrutture, Brescia ha investito 5 miliardi. "Se guardiamo alle quote societarie – prosegue Mottinelli – quella bresciana ha un valore che oggi ammonta a poco meno di due milioni di euro, certamente numeri meno  rilevanti di come il territorio meriterebbe, ma il passaggio e la conseguente fermata nei pressi dell’aeroporto della linea ad alta velocità, unitamente allo svincolo della “Corda Molle” rappresentano un’opportunità unica nel panorama nazionale del sistema aeroportuale". Per questo la Provincia si sta confrontando con quanti siano interessati a rilanciare lo scalo.

"Per me sarebbe adesso troppo facile – prosegue Mottinelli – voltarmi indietro  e criticare i 15 anni precedenti il mio insediamento. E’ invece necessario pensare al futuro" e il presidente lo fa dando vita  già dal mese di gennaio a un tavolo di lavoro con tutti gli operatori economici e le Istituzioni interessate, affinché i bresciani abbiano una risposta, che da troppi anni aspettano, sul deficit infrastrutturale.

"Sono consapevole che l’aeroporto Montichiari-Brescia non possa diventare il risultato di quello che Bergamo e Verona non vogliono e  vorrei porre l’accento sull’opportunità che la destinazione cargo, unita al trasporto passeggeri, sia un’opportunità per la quale è necessario interrogarsi in maniera propositiva, senza rigettare questo progetto per le possibili ripercussioni in termini di inquinamento atmosferico e acustico".

Secondo il presidente, anche se in netto ritardo, bisogna fare oggi scelte ragionate che si proiettino su un programma di sviluppo compatibile per i prossimi 20 anni: "pertanto – conclude il Presidente – non mi curo dei commenti, talvolta irriguardosi, di alcuni esponenti del mondo dell’Impresa e delle associazioni, perché sono convinto che le pubbliche amministrazioni, in particolar modo le Province, con il nuovo ordinamento di "Case dei Comuni", sappiano parlare con i fatti e non con le proclamazioni roboanti".

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