Brescia per Passione: è ora di decidere per i rifiuti, ma facciamolo bene

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Con un lungo elenco di vantaggi e criticità, di pro e di contro, Brescia per Passione torna a ribadire la necessità per la nostra città di adottare al più presto un metodo di raccolta dei rifiuti che aumenti la differenziata: “E’ ora di decidere sui rifiuti – esorta Brescia per Passione – ma facciamolo bene”.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

  1. E’ urgente cambiare il sistema di raccolta rifiuti cittadino

  1. Brescia da anni è fuorilegge rispetto ai livelli minimi di raccolta differenziata (38% rispetto al livello minimo del 65%). Ciò può comportare sanzioni per il Comune e i suoi Amministratori;

  2. la città ha la produzione di rifiuti procapite più elevata fra i capoluoghi lombardi, circa 30% più di Bergamo e Milano. Questo comporta costi di gestione più alti di quelli necessari;

  3. la città paga per incenerire la maggior parte dei propri rifiuti, che se fossero avviati a recupero avrebbero un costo nettamente minore o addirittura un valore economico;

  4. molti soggetti che immettono i propri rifiuti nel sistema di raccolta cittadino non pagano la tassa rifiuti (conferimenti da aziende e artigiani, e da privati non residenti in città)

  5. chi si impegna e merita non viene premiato: chi fa corretta raccolta differenziata e/o riduce la produzione di rifiuti paga la stessa tassa di chi non differenzia / produce più rifiuti;

  6. A2A rischia di rimanere ancorata ad un modello industriale vecchio, centrato sull’incenerimento anziché sul recupero del rifiuto come materia, opzione invece riconosciuta come scelta per il futuro dall’Unione Europea e dal mercato. Questo rischia di costare caro in futuro sia per l’azienda che i propri dipendenti che per il Comune suo azionista.

  1. Quali sono gli obiettivi che riteniamo debba conseguire il nuovo sistema di raccolta?

  1. portare la % di raccolta differenziata almeno, se non oltre, al 65% minimo di legge

  2. aumentare la qualità del rifiuto raccolto in raccolta differenziata, per favorire l’avvio a recupero e il relativo maggior ricavo (o comunque costo minore dell’attuale) dalla sua vendita/cessione

  3. permettere di premiare il merito dei cittadini che fanno correttamente la raccolta differenziata e/o che producono meno rifiuti indifferenziati, e poter penalizzare chi non lo fa

  4. permettere di far pagare il giusto alle utenze commerciali e di servizio, ma prevenire il conferimento di rifiuti da parte delle utenze che non pagano il servizio

  5. prevenire l’abbandono di rifiuti, i relativi problemi di decoro urbano e i rilevanti extracosti di pulizia.

  6. rendere la città più bella e liberare spazio (oggi occupato da ingombranti e antiestetici cassonetti e campane), per pedoni, bici, esercizi commerciali, parcheggio veicoli

  7. stabilizzare, e in prospettiva ridurre, l’importo della tariffa rifiuti. Il costo del servizio entro 3 anni dall’avvio del nuovo sistema (tempo minimo di messa a regime) non dovrà superare il costo tendenziale previsto del sistema attuale;

  8. essere comodo per i cittadini;

  9. essere allineato con le migliori pratiche indicate dall’Unione Europea per il presente e il futuro e con quanto già attuato dalle città più avanti rispetto a Brescia;

  10. aumento dei posti di lavoro realmente necessari al sistema di raccolta, sia diretti che nell’indotto della cernita e recupero dei materiali dai rifiuti raccolti, spostando gli investimenti dalle attrezzature alle persone.

  1. Quale sistema riteniamo in grado di raggiungere tali obiettivi?

  1. I limiti del cassonetto libero sono visibili a tutti i bresciani, così come a migliaia di amministrazioni e a milioni di cittadini che hanno ormai abbandonato questo sistema;

  2. la calotta/cassonetto a badge (identici quanto a risultati) peggiorerebbe perfino la situazione odierna a cassonetto libero (aumento solo formale della % di RD ma in realtà drastico calo in purezza del materiale raccolto con conseguente busco calo dei ricavi da rimborsi CONAI e da vendita dei materiali; forte aumento degli abbandoni di rifiuti fuori contenitore e dei relativi costi di pulizia e di manutenzione attrezzature causa danni intenzionali per poter conferire il rifiuto anche senza badge o per approfittare della singola apertura del cassonetto per introdurre più sacchi di rifiuti, ma facendoli contare come una singola apertura, insoddisfazione dei cittadini per carenze di servizio e abbandono di rifiuti, mancata applicazione della tariffa puntuale);

  3. il porta a porta puro fatica a fornire risposte adeguate alle diverse utenze ed esigenze (piccole abitazioni, condomìni, utenze in centro storico, utenze commerciali e di servizi, raccolta verde)

  4. siamo convinti che il sistema più adatto per raggiungere gli obiettivi auspicati sia la raccolta domiciliare che preveda la seguente pluralità di soluzioni per risolvere le diverse esigenze:

  1. raccolta porta a porta del rifiuto indifferenziato, con sacco nero identificato da codice a barre per ogni utenza, consegnato gratis in un certo numero di pezzi l’anno (con costo di gestione già compreso nella Tariffa), mentre per consegne aggiuntive si paga un costo aggiuntivo, commisurato quindi ai rifiuti realmente conferiti;

  2. raccolta porta a porta di rifiuti di imballaggio (carta, plastica, vetro, metallo) e di rifiuto organico, in bidoncini, sacchi o sfusi (es: scatoloni per carta /cartone, secchi per vetro)

  3. sistemi porta a porta condominiali con bidoni da 200 litri o simili dedicati per gruppi di famiglie, per ovviare a problemi di spazio ridotto

  4. conferimento e raccolta da effettuare in periodo notturno (dalle 20.00 alle 08.00)

  5. aumento delle isole ecologiche (almeno 2 in più nelle zone nord e centro, ora sguarnite), ripensando le loro finalità (non più “discariche” ma aree attrezzate per ricevere i rifiuti che non si possono conferire con il porta a porta o quelli che hanno saltato qualche giro di raccolta. Possibilità di sistemi premianti a chi porta rifiuti differenziati, con sconto in Tariffa; attivazione di Officine del Recupero; accesso con badge; possibili accordi con Comuni dell’hinterland per uso condiviso delle isole con attribuzione dei costi in base agli accessi dei relativi cittadini);

  6. sistema dedicato di ritiro del verde che faccia pagare solo chi produce il rifiuto (utenza privata con giardino/parco e che decide di non provvedere all’autorecupero tramite compostaggio), eliminando l’attuale sistema di raccolta a cassoni perché non consente ciò (es: giardinieri professionisti) e induce conferimento di altri rifiuti;

  7. potenziare le raccolte differenziate dedicate per piccole utenze commerciali, terziarie e servizi in particolare ristorazione (es: carta/cartone, plastica, umido, vetro, lattine) e uffici (carta);

  8. potenziare iniziative mirate per ridurre la produzione di rifiuti e/o favorirne il recupero (es: recupero alimentari ancora destinabili ad uso umano, Staccapanni, Officine e mercatini del riciclo, raccolta carta e cartone da parte delle scuole, composter privati che riducono i rifiuti conferiti a raccolta comunale e aiutano i privati a gestire i propri rifiuti organici e verdi);

  9. revisione del Regolamento comunale di assimilazione dei rifiuti riducendo l’assimilabilità di utenze commerciali/artigianali/servizio sopra una determinata superficie (es: 500 mq) che possono produrre una massa di rifiuti tale da richiedere un rilevante impegno di raccolta;

  10. definire una Tariffa Rifiuti proporzionale al quantitativo di rifiuti indifferenziati conferiti alla raccolta comunale, per scoraggiare sia erronei comportamenti nell’attuazione della raccolta differenziata sia, almeno in parte, i mancati sforzi nella riduzione dei rifiuti prodotti;

  11. istituire un robusto sistema di supporto, informazione e formazione di cittadini ed utenze professionali, per avviare il nuovo sistema, mantenere alta partecipazione e attenzione dopo la fase iniziale e accompagnare i nuovi cittadini, coinvolgendo volontari, associazioni, e scuole.

  12. prevedere un sistema deterrente, non punitivo, ma finalizzato a prevenzione ed educazione del cittadino, mediante controlli del rifiuto conferito e rilascio di avvisi di non corretto conferimento;

  13. forte azione di contrasto (con adeguato personale) di possibili abbandoni di rifiuti soprattutto in aree periferiche e poco frequentate e presso le principali strade di accesso alla città.

  1. Falsi miti sulla presunta difficoltà dei cittadini bresciani di attuare la raccolta domiciliare

  1. Piena fattibilità e affidabilità del sistema, testata sul campo da milioni di cittadini italiani (inclusi quelli di Milano, che hanno introdotto la raccolta domiciliare dell’organico su tutta la città, ma anche quelli della maggior parte dei capoluoghi lombardi) e della provincia di Brescia che fanno con soddisfazione la raccolta domiciliare, contenendo i relativi costi di gestione.

  2. Può essere applicato nelle più diverse condizioni: basta trovare la soluzione mirata più adatta (solo sacchetti per il centro storico, con uso di piccoli mezzi per la loro raccolta, contenitori plurifamiliari ad accesso identificato per grandi condomini, sfuso per utenze commerciali, isole ecologiche potenziate come rete per chi non riesce a conferire alla raccolta puntuale);

  3. tenere in casa il rifiuto indifferenziato o l’organico tra una raccolta e l’altra non dà problemi di odore: l’organico nel bidoncino di raccolta si compatta da solo per il peso e riduce l’aria presente. Senza aria gli odori si sviluppano molto meno. Eventuali residui di carne o pesce possono essere chiusi in un sacchetto biodegradabile prima di essere messi nel bidoncino, evitando diffusione di odori. Se nell’indifferenziato non ci sono rifiuti organici manca il materiale putrescibile quindi non c’è puzza.

  4. bastano pochi spazi per tenere in casa i rifiuti in attesa del ritiro: basta organizzarsi, comprimere plastica e carta/cartone, e una normale abitazione a Brescia lo può fare tranquillamente. La quantità totale dei rifiuti da tenere in casa non cambia, semplicemente si usano più contenitori.

  5. E’ un sistema comodo per i cittadini: cosa è più comodo che poter lasciare i rifiuti la sera appena fuori la propria porta e non ritrovarli più la mattina dopo, anziché dover fare il giro dei vari cassonetti/campane a decine se non centinaia di metri da casa, spesso in punti diversi, dovendo piegare i cartoni altrimenti non entrano nel contenitore, e dovendo inserire le bottiglie di plastica e di vetro una ad una altrimenti tutte insieme non entrano?

  6. Strade pulite senza sacchi abbandonati: con orari prestabiliti per la raccolta e dovendo mettere i contenitori fuori dalla propria casa / negozio, sarà molto difficile che di giorno o nelle notti in cui non c’è raccolta qualcuno lasci i rifiuti fuori dalla propria porta sapendo che rimarranno lì per qualche giorno. E prima dei vigili ci pensano i vicini di casa o di negozio a far presente il problema. Con la raccolta domiciliare è necessario più sforzo per abbandonare i rifiuti lontano da casa, perché senza i contenitori stradali tutti possono riconoscere che un cittadino sta abbandonando un rifiuto.

  7. Libertà d’orario: è vero, bisogna rispettare l’orario di raccolta. Ma si dispone di 10-12 ore (tra orario di deposito su strada e orario di raccolta), e per alcuni rifiuti si prevede raccolta 2 volte a settimana, in una fascia oraria in cui normalmente si è in casa. Se si perde il giro di raccolta e non si vuole tenere il rifiuto in casa fino al giro successivo si può andare all’isola ecologica. Chi ha giardino e composter si può liberare dal vincolo del calendario per l’organico.

  8. la raccolta domiciliare può funzionare anche a Brescia: non vi è alcun reale motivo per ritenere che Brescia, e i bresciani abbiano specificità che li distinguano dalle città dove è stata applicata con successo la raccolta domiciliare in sostituzione del cassonetto. Anche Milano, Bergamo, Parma hanno introdotto rapidamente sistemi di raccolta domiciliare senza sommosse da parte dei cittadini che, se ben informati e supportati nel risolvere i piccoli problemi pratici che accompagnano ogni cambio d’abitudini, hanno mostrato in vari sondaggi di gradire la soluzione.
    I bresciani non sono a favore o contro la raccolta domiciliare a priori, sono contrari ad un sistema se non sono adeguatamente informati su relative modalità e vantaggi, ma soprattutto se questo sistema non dovesse funzionare. Queste devono essere le sole preoccupazioni dei decisori.
    E crediamo che i bresciani siano più avanti di quanto ritengano certi loro rappresentanti.
    Quindi ciò non può essere usato come scusa per un approccio timido al problema o per dilazionare nel tempo l’adozione della raccolta domiciliare, senza alcun concreto vantaggio per i cittadini.

Per verificare che la raccolta domiciliare è fattibile senza problemi basta chiedere ad amici, parenti, colleghi che abitano in comuni dove il sistema è già attivo, domandando loro come fanno.

Come Associazione Brescia Per Passione riteniamo che sia ormai tempo di prendere una decisione trasparente, motivata, efficace e nell’interesse dei cittadini.

Siamo consapevoli che ogni cambiamento comporti uno scontro con abitudini, anche mentali, consolidate, causi qualche difficoltà ai cittadini (peraltro temporanea e di lieve entità) ma soprattutto vada in contrasto con interessi economici precostituiti, ma riteniamo che questo non debba limitare le valutazione su quale sia la strada migliore per la città

Bisogna scegliere senza ignorare il rischio connesso a qualsiasi scelta (in particolare quelle sbagliate, compresa la scelta di non scegliere), effettuando una valutazione complessiva con il giusto coraggio che serve per riformare un sistema che non funziona, senza pregiudizi ma basandosi su considerazioni oggettive e su esperienze già maturate altrove.
Riteniamo che qualsiasi valutazione sul futuro sistema di raccolta in città non possa prescindere dal relativo quadro economico e fiscale. Aspetto fondamentale, che ad oggi ancora non è stato reso noto per nessuna delle ipotesi in campo.

Confidiamo che i cittadini, se correttamente informati e supportati, sappiano apprezzare e sostenere le scelte fatte, basandosi sui risultati concreti che queste porteranno.

Dal nostro punto di vista, viste le esperienze già fatte da tante città e i relativi risultati positivi conseguiti, siamo convinti che la raccolta domiciliare sia la scelta migliore, affidabile, logica e di buonsenso per la città, vantaggiosa dal punto di vista economico, sociale, di qualità della vita, strategico e occupazionale. Insomma, una scelta valida a prescindere dal rispetto dell’ambiente che comunque da solo varrebbe la pena.

Rimane solo da scegliere il modo migliore per attuarla in città e finalmente decidere.

 

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  1. Unico sistema certo di raccolta differenziata che porta ad un beneficio economico certo e fa "mangiare" meno rifiuti indifferenziati all’inceneritore, causa di inquinamento per la città.

  2. E ANDARE CON LE PROPRIE GAMBE A BUTTARE IL TUTTO VI FA MALE? È non pensate a tutto l'inquinamento che provoca il girare TUTTE le vie accelerando e decelerando ogni 2 secondi per ritirare di casa in casa ? È meglio quando il camion della spazzatura ha punti segnati di ritiro e non di casa in casa con giorni scelti. Inoltre essere obbligati a tenersi lo sporco una settimana in casa non è il massimo, si chiama COMUNISMO QUESTO

  3. A livello economico il porta a porta è deleterio. Si dica piuttosto che si vuole avere più manovalanza (per vari motivi). Mai nessuno che porta i dati economici pre e post porta a porta.
    Comunque il cassonetto permette la differenziata, è più ordinato, più igienico e più economico. Sicuri che poi gli etnici differenzino correttamente e nei giorni ed orari stabiliti?

  4. Assai apprezzabile l’analisi che non trascura alcun dettaglio, ma che, nel caso di Brescia, rimanda giustamente ad A2A ed ai piani industriali che parlano di incenerimento di rifiuti. E siccome esiste un punto di pareggio fissato in 800.000 tonnellate di rifiuti da bruciare a Brescia, bisogna onestamente dichiarare che tutti noi bresciani dipendiamo per ora dalle strategie di A2A. Ad oggi, questa è la situazione a monte e quanto si dice, si scrive o si auspicherebbe a valle poco conta e poco vale. Paradossalmente, potremmo poratre al 100% la raccolta differenziata in città, ma avere comunque 800.000 tonnellate di rifiuti bruciati tutti provenienti…dall’e sterno. Che il 2015 ci porti davvero qualche buona notizia anche su questo fronte.

  5. giusto pensare alla raccolta, ma bisogna pensare radicalmente a come rendere meno onnivori i fabbricati,le case,gli uffici…insomma la città , per portare il bilanciamento del consumo con l’asta verso il basso e non continuare ad innalzarlo ed alimentare gli …gli inceneritori e di fatto l’inquinamento. investire nel patrimonio edilizio ,potrebbe essere motivo di riqualificare le periferie e non solo

  6. Dove ti sei inventato che la raccolta domiciliare si fa una volta alla settimana? In tutti i centri, Milano compresa, avviene come minimo due volte a settimana. E, poi, risparmiati la battutaccia sul comunismo che mi sa tanto di fascio!

  7. Analisi interessante. Purtroppo le cose sono ancora più complicate di quanto esposto. Occorrerebbero esperti indipendenti, ma una qualsiasi decisione non potrà prescindere dalla fame di rifiuti del termovalorizzatore. e allora ci si è affidati a penosi studi commissionati ad A2A, interrotti a metà. ma dove sta Brescia per Passione? non può, vista la sua posizione all’interno della maggioranza, costringere Fondra a prendere decisioni serie? O si limita ad un po’ di propaganda spicciola come gli abbonamenti familiari gratis per i mezzi pubblici? Ripeto, apprezzabile il pezzo, ma poi occorre coerenza di comportamenti, ed anche di voto in consiglio, perchè è vero che occorre mediare, ma è anche vero che non bisogna perdere la faccia!!

  8. L’analisi è approfondita solo a metà, più che altro è una sponsorizzazione del porta a porta, prova a dedicare la stessa attenzione agli altri sistemi di raccolta e se riuscirai a mantenere un minimo di obiettività potresti arrivare a conclusioni diverse

  9. dai su che ci sono cose piu’ importanti a cui pensare , tipo crimine e giangianesi..il porta a porta non interessa a nessuno

  10. Provaci tu con la stessa obiettività e non potrai far altro che convenire che il "porta a porta" è la soluzione più congeniale per portare la raccolta differenziata dei rifiuti al 65% come ce lo chiedeva L’Europa entro il 2012, a rafforzare l’idea del riutilizzo degli stessi, ma soprattutto per far chiudere la terza linea dell’inceneritore che senza le migliaia di tonnellate di rifiuti cittadini in più, oggi gli consentono di continuare a bruciare con i danni ambientali e per la nostra salute, che tutti ben conosciamo.

  11. Si fa una volta a settimana per carta (lunedi), plastica (mercoledì), vetro (giovedì), fidati questo si chiama COMUNISMO, la gente dovrebbe andare a differenziare quando gli pare e piace e non stare sotto regole di questo tipo!

  12. Secondo quanto sopra riportato è evidente che chi vuole usare le gambe e differenziare come e quando gli piace potrà sempre farlo:
    "aumento delle isole ecologiche (almeno 2 in più nelle zone nord e centro, ora sguarnite), ripensando le loro finalità (non più “discariche” ma aree attrezzate per ricevere i rifiuti che non si possono conferire con il porta a porta o quelli che hanno saltato qualche giro di raccolta."
    Rimane il discorso che di COMUNISTA in questo sistema non c’è assolutamente nulla dato che chi ha i soldi può non differenziare un bel nulla e buttare tutto nei sacchi dell’indifferenziato , pagando naturalmente una tariffa più alta. Chi ha soldi fa sempre quel cavolo che gli pare e piace come in tutti i sani e "democratici" sistemi capitalisti.

  13. Ho la sensazione che molti si preoccupino molto di più di poter produrre tutti i rifiuti che vogliono come e quando vogliono e smaltendoli nel modo che ritengono più opportuno, piuttosto che pensare a come intervenire per risolverne il problema. Quasi nessuno riesce, o meglio ancora VUOLE capire che produrre rifiuti significa produrre inquinamento e che il principio che chi inquina paga deve valere per tutti, anche per la più piccola delle utenze domestiche.
    E non venitemi a dire che in Italia nessuno paga per l’inquinamento che produce perché, pur essendo una triste realtà, tutto dipende dal fatto che, se non ci scappa il morto (e spesso uno non basta purtroppo), nessuno considera l’inquinamento un vero e proprio reato; altrimenti nessuno pretenderebbe di poter produrre rifiuti come e quando vuole, senza preoccuparsi di come poi debbano essere smaltiti senza provocare gravi conseguenze sull’ambiente.

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