Imprese bresciane: nel 2014 per ogni nuova apertura due chiusure

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Un bilancio di fine anno tutt’altro che positivo quello tracciato da Confesercenti che ieri ha reso noti i dati sul commercio e sul turismo bresciano. Tra gennaio e dicembre di quest’anno il saldo le imprese che hanno chiuso e quelle che sono state aperte è di 655 unità, in negativo. 1.652 imprese hanno abbassato per sempre la serranda mentre hanno avviato una nuova attività in 997.

Il turismo il settore più colpito dalla crisi bresciana con 23.946 presenze in meno a Brescia rispetto al 2013, frutto del calo di turisti italiani ma anche di quelli russi che stanno soffrendo la debolezza del rublo. Per fortuna almeno le prospettive del futuro sono ottimiste, grazie al richiamo che ci si attende da Expo.

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  1. sarà anche ottimistica la pr4evisione per il 2015 ma nessuno crede che la ripresa si possa basare sui sei mesi di Expo…e quando finisce tutti chiusi?

  2. Fino a quando continueranno le politiche recessive imposte da Bruxelles, la precarizzazione della vita dei lavoratori, l’implementazione di leggi come il Jobsact che spingono ad accettare condizioni di lavoro e salario da miseria pena il libero licenziamento, fino a quando gli imprenditori grandi e piccoli non capiranno che i loro primi possibili clienti sono i lavoratori e continueranno a tentare di stare a galla solo comprimendo le loro condizioni, non potrà esserci alcuna ripresa nei consumi e quindi sempre più attività andranno in rovina. I soldi per aiutare i grandi capitalisti si trovano sempre (vedi brebemi), ma per artigiani e piccoli commercianti non c’è mai nulla; troppi sono coloro che abboccano alla facile propaganda e combattono la guerra tra poveri, invece di rivolgere la loro rabbia contro chi ci sta rovinando!

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