Rifiuti, Sel: porta a porta anche a Brescia, rompiamo gli indugi

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Anche Sinistra Ecologia e Libertà Brescia interviene in merito al dibattito sulla raccolta dei rifiuti a Brescia. La posizione del partito è a favore del "porta a porta". "Il punto – fa sapere Sel in una nota – infatti è sviluppare una grande raccolta differenziata ma soprattutto una buona raccolta differenziata, con l’effettivo recupero di oggetti e materie riutilizzabili/riciclabili; il sistema “porta a porta sembra l’unico in grado di garantire tale percorso e con il miglior rapporto costi/benefici (ulteriore elemento importante nella scelta)".

DI SEGUITO IL COMUNICATO UFFICIALE

Brescia è stata tra le prime città a sviluppare (dai primi anni ’80) la raccolta differenziata dei rifiuti. Ha presto raggiunto livelli tra i migliori di quel tempo, grazie al sistema allora innovativo dei cassonetti differenziati e ad una puntuale azione d’informazione e accompagnamento dei cittadini verso la logica nuova: considerare i rifiuti come materia piena di possibilità d recupero e riciclo.

Oggi la sfida è costruire un mondo senza rifiuti, utilizzando nella costruzione dei diversi prodotti materiali riutilizzabili e/o riciclabili, eliminando gli imballaggi e soprattutto raccogliendo i temporanei scarti in modo utile per il loro recupero. Il cassonetto libero (anche se differenziato) non permette di crescere oltre il limite già raggiunto (35-40%) nel recupero delle materie da riutilizzare.

Il dibattito, anche a Brescia, s’è incentrato perciò sulla scelta tra il sistema “a calotta” e il sistema “porta a porta”. Il primo manterrebbe sostanzialmente un’organizzazione del lavoro di raccolta (per gli operatori) simile all’attuale, ma non dà garanzie sull’ottenimento dei risultati attesi (superamento in tempi relativamente brevi della soglia del 65% di raccolta differenziata, come richiesto dalla legge) e soprattutto su buoni risultati.

Il punto infatti è sviluppare una grande raccolta differenziata ma soprattutto una buona raccolta differenziata, con l’effettivo recupero di oggetti e materie riutilizzabili/riciclabili; il sistema “porta a porta sembra l’unico in grado di garantire tale percorso e con il miglior rapporto costi/benefici (ulteriore elemento importante nella scelta). Si tratta naturalmente di costruire nel dettaglio il funzionamento del nuovo sistema, con una campagna d’informazione articolata e capillare (pensiamo alla riedizione del “tutoraggio” delle primissime esperienze -d’avanguardia- con addetti appositamente formati ed impegnati sul territorio nell’educazione dei cittadini) e con la duttilità necessaria a trovare gli strumenti più adatti alle situazioni diverse (privati, esercizi commerciali, ristorazione …) di produzione degli scarti, ma la scelta dev’essere quella.

Il circolo di Brescia di Sinistra Ecologia Libertà (come hanno già fatto anche altre forze politiche, tanto della maggioranza cittadina che estranee ad essa) invita perciò l’amministrazione cittadina a rompere gli indugi al più presto, organizzando finalmente anche nella nostra città la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema “porta a porta”.

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  1. Il porta a porta a Brescia una follia saremo invasi da bidoncini per tutta la città
    Se faranno il porta a porta avremmo il diritto di non pagare più la tassa dei rifiuti
    I signori di Sel pensino a cose più importanti

  2. Se la raccolta differenziata è rimasta a livelli ridicoli, sotto sotto disincentivata, e ben lontana da quella soglia minima del 65% imposta per legge, lo dobbiamo a Brescia anche alla presenza dell’inceneritore. E, conseguentemente, alle strategie di A2A che fissano in circa 700.000 tonnellate di rifiuti da bruciare all’anno, il punto di pareggio economico dell’impianto. Meglio allora bruciare i rifiuti di Brescia anzichè quelli di Napoli o di Palermo, senza dimenticare quindi la redditività complessiva e il nodo dei dividendi A2A che sono l’ossigeno delle depauperate casse comunali. I cittadini di Brescia non scelgono e non decidono nè in tema di rifiti nè di ambiente, ma subiscono purtroppo anche qui le regole spietate del mercato. E se dovesse nascere una Megautility del Nord in ambito energetico (prospettiva tutt’altro che remota) le cose si complicherebbero ulteriormente.

  3. hahaha gia’ mi immagino gli immigrati in zone come il carmine o via milano , gia’ non differenziavano prima ( li avete mai visti buttare vetro o plastica nei cassonetti )buttavano tutto in un sacco evvia figurarsi con i bidoncini…un altro flop per il SEL e M5S

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