Trasporto pubblico locale, Cgil: il debutto degli aumenti obbligatori a prescindere

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Con un comunicato la Cgil di Brescia interviene per commentare il possibile e prossimo aumento del 4% del trasporto pubblico locale per le tratte che coinvolgono destinazioni provinciali.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

La Regione Lombardia, nonostante l’assenza di tagli al Trasporto Pubblico Locale da parte del Governo nazionale, ha deciso comunque di ridurre lo stanziamento su questo capitolo di 50 milioni di euro (25 su Trenord, 17 Atm e 8 bus urbani ed extraurbani).

Mentre a Milano si sta discutendo come non aumentare le tariffe senza ridurre le corse nell’anno di EXPO, apprendiamo dai mezzi di informazione locale che a Brescia l’Agenzia del Trasporto starebbe valutando il rincaro del 4% per le tratte che coinvolgono destinazioni provinciali senza raggiungere la città. In pratica le tratte che erano state risparmiate dai rincari decisi da Provincia in accordo con la Loggia e in largo anticipo sulla scelta regionale di questi giorni.

L’introduzione del biglietto unico integrato comporta infatti, più che facilitazioni per utenti e pendolari della provincia, aumenti certi da 10 a 40 centesimi, ricadute pesanti su abbonamenti settimanali e mensili, indipendentemente dal reale utilizzo di metropolitana e bus cittadini. Decisione, questa, che segue di pochi mesi gli aumenti che hanno riguardato gli abbonamenti per gli studenti.

I rincari previsti da primo febbraio pare siano stati presi dalla costituita, ma non pienamente operativa, Agenzia del trasporto. Che, in base a quanto stabilisce la legge regionale 6/2003, deve sì occuparsi di tariffe, ma anche di qualità del servizio, programmazione, monitoraggio e via dicendo, il tutto confrontandosi anche con le associazioni dei viaggiatori, dei consumatori e le organizzazioni sindacali. Tutte cose scritte nello schema di statuto della stessa Agenzia del Trasporto bresciana. La realtà è però diversa e gli aumenti tariffari sono decisi (da Amministrazioni e principali Imprese del Trasporto) a prescindere da valutazioni su standard di qualità e quantità del servizio.

La questione, oltre all’iniquità degli aumenti, è se possa persistere una situazione di evidente mancata applicazione della legge regionale e di reiterate proroghe dei contratti di servizio.

CGIL e Federconsumatori di Brescia, congiuntamente alla proprie rispettive strutture regionali, chiedono alla Regione di rivedere la propria posizione e di ricercare le risorse per sostenere e rilanciare il Trasporto pubblico Locale evitando ricadute occupazionali e inaccettabili rincari per gli utenti e i pendolari già alle prese con i tanti disservizi presenti nel sistema lombardo. Disagi che dovrebbero godere non meno considerazione di quella riservata alle sofferenze di bilancio di Brebemi.

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