Bimbo annegato in piscina a Ghedi. madre condannata: era ubriaca e sotto antidepressivi

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Oltre alla tragedia, irreparabile, il dramma che da allora aleggia sulla famiglia, c’è ora la condanna per una madre che ha perso un figlio e deve cercare di salvare l’altro. E’ stata condannata con l’accusa di omicidio colposo la madre quarantenne, separata dal marito, che a fine giugno del 2003 (leggi la notizia, qui e qui) perse il figlioletto, annegato nella piscina di casa.

Il gup Maria Chiara Minazzato ha condannato, in rito abbreviato, a un anno di reclusione la donna, colpevole di negligenza nei confronti del figlio minore. La giovane madre, che dormiva sul divano mentre il piccolo è caduto in piscina, annegando nell’acqua torbida, è risultata essere positiva all’alcol test (tasso alcolemico di 0.87 grammi per litro) e anche alle benzodiazepine, sostanze contenute in comuni antidepressivi come lo Xanax. A far prendere la decisione al giudica ha contribuito anche il fatto che già prima della tragedia la donna era stata colta in stato di ebbrezza ed aveva momentaneamente perso di vista il figlioletto.
(red.)

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UN COMMENTO

  1. Tanto per sapere, ma hai letto la notizia? I genitori erano separati, se il tribunale non da l’affidamento esclusivo cosa doveva fare il padre, appostarsi come uno stalker fuori dalla casa dell’ex moglie? (se leggi anche le notizie precedenti troverai anche scritto che il padre aveva infatti richiesto l’affidamento esclusivo).

  2. la donna non era in grado di badare a se stessa, men che meno al figlio. Forse era in una situazione tale da non averne consapevolezza, avrebbero dovuto gli altri, magistrati compresi, tutelare i soggetti. Questa donna ne porterà il peso per il resto della sua vita, e questa è la peggior condanna.

  3. volevo dire solo che se effettivamente l’ex marito era consapevole dei problemi della donna DOVEVA FARE DI TUTTO per portarle via i bambini. per il suo bene e per il bene dei bambini

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