Il rettore Pecorelli da pensionare? Il caso non è chiuso

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Il rettore Pecorelli è da pensionare? Tutto sembrava chiarito, ma nei giorni scorsi un gruppo di docenti, ricercatori e personale dell’Università di Brescia ha inviato un esposto al procuratore della Repubblica di Brescia, al procuratore della Corte dei Conti della Regione Lombardia e al ministero della Funzione pubblica nel quale si segnala che “Sergio Pecorelli, già docente universitario, collocato in quiescenza dal 31 ottobre 2014, sarebbe ancora titolare della carica di rettore”.

Il decreto sulla Pubblica amministrazione – approvato a luglio scorso dal Consiglio dei ministri – ha infatti annullato i “trattamenti di servizi”, ovvero la possibilità per i dipendenti dello Stato di poter rimanere per altri due anni al lavoro una volta raggiunti i requisiti per la pensione. Il docente e rettore della Statale di Brescia Sergio Pecorelli, avendo compiuto i 70, dovrebbe quindi abbandonare la carica di professore ordinario, perdendo così uno dei requisiti necessari per essere rettore.

Sulla vicenda si era espresso questa estate il capo del gabinetto del Miur, Marco Mancini, secondo il quale il mandato del rettore avrebbe potuto essere prorogato fino al 2016. Ma una circolare del ministero della Funzione pubblica arrivata a dicembre ha chiarito invece che la normativa vigente deve prevalere su quelle precedenti, anche per i casi speciali. Sulla questione inoltre, nei giorni scorsi, il deputato del gruppo misto Franco Bruno ha depositato una nuova interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Giannini (quella fatta nei mesi scorsi non aveva ricevuto risposta).

Il rettore Pecorelli, come si legge sulle pagine del Corriere della Sera, non ha voluto commentare la vicenda, ma ha comunque sottolineato che “tutto quello che si sta facendo rispetta la legge.”

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UN COMMENTO

  1. ** la Penisola è un paese fantastico (per il cibo e il paesaggio) ** riusciremo ad avere nella storia accademica bresciana un rettore magari di economia, giurisprudenza, ingegneria ….

  2. In un paese con il 50% di giovani disoccupati è immorale che questa gente non molli mai la cadrega!largo ai giovani!non se ne può più di questa gerontocrazia!

  3. Eccellente medico, primario, docente e rettore. Però, francamente, poichè ancora esercita privatamente la libera professione ed è tuttora Presidente Nazionale di AIFA (la prestigiosa Associazione nazionale del farmaco che ha sede a Roma) un po’di meritato riposo se lo potrebbe e dovrebbe permettere nel Paese dove ormai più el 40% dei giovani non ha un lavoro.

  4. C’e un super attack sulle chiappe di alcuni dei nostri affabulatori di professione, che impedisce loro di staccarsi dalla sedia che hanno occupato. Vediamo se si trova un antidoto efficace

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