La radio e il filo spinato: al Tartaglia lo spettacolo sulla Shoah

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L’ufficiale medico del campo di Auschwitz che fece la puntura di acido fenico per ammazzare padre Kolbe si sentì dire “Lei non ha capito nulla della vita. L’odio non serve a niente… Solo l’amore crea.” Il regista lo immagina con una voce ferma e con una mano compassionevole sul braccio dell’assassino, malgrado i 20 giorni nel bunker n. 13 senza cibo né acqua. L’ufficiale qualche tempo dopo riferì la frase che solo lui aveva sentito. Aveva vinto chi era morto. Incuriosisce la passione per la radio di padre Kolbe, per le onde radio, le onde radio che partono e vanno lontano. Questo affascinava la mente di padre Kolbe, l’idea che ci sono cose che vanno oltre e che non possono essere fermate mai, da nessuno, in nessun modo. Così divenne radio amatore, quando esserlo era una cosa da studi e da brevetto.

Uno spettacolo con due attori, uso di oggetti e macchinerie, grandi e piccole marionette a cui dar voce e corpo su un palcoscenico, marionette che interagiscono con gli attori, e due luci, due nel senso di due lampioni che fanno la luce necessaria a raccontare le miserie e la grandezza della vita umana.

I cani e i Rolling Stones. I cani in questo spettacolo sono cani di cartone e gesso, sono marionette e sono il male, il male con i denti bianchi e cattivi, marionette con la bocca aperta, i Rolling Stones con Always Suffering la colonna sonora, forse perché il rock si addice a uno spirito forte e ardito come Padre Kolbe.

MAR 27 GENNAIO ore 21.00
presso Auditorium ITC Tartaglia via Oberdan 12/E – BRESCIA

La radio e il filo spinato
Compagnia Roberto Abbiati
con Roberto Abbiati e Luca Salata

ingresso unico € 8,00

Se prenoti via mail a segreteria@teatrotelaio.it
riceverai 1€ di sconto
Gruppi di almeno 15 persone in prevendita (anche via bonifico): € 5,00 cadauno

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