Loggia, consiglio ancora rovente sul tema A2A. Maione: dimettetevi

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Consiglio comunale rovente, stamane. E a far discutere – come a dicembre – è stata la questione A2A. A scaldare gli animi la richiesta del consigliere comunale del Pdl Giorgio Maione, che prima dell’inizio della discussione delle delibere ha sollevato il caso (ri)presentando una mozione di censura al sindaco sulla gestione dell’azienda (le penali per 15 milioni, e la procedura di vendita delle azioni). “Se non sarà ammessa la mozione saremo costretti a chiedere le dimissioni del sindaco e dell’assessore Panteghini”. A rincarare la dose il leghista Massimo Tacconi, che ha chiesto di sospendere i lavori del consiglio per riunire la conferenza dei capigruppo in vista della convocazione di un consiglio ad hoc (proposta bocciata dalla maggioranza). E ancora più duro è stato il capogruppo Pdl Mattia Margaroli: “E’ inaccettabile”, ha concluso, “che vengano vendute le nostre azioni di A2A senza nemmeno coinvolgerci”.

La replica del sindaco è arrivata a stretto giro, anche se interrotta ripetutamente dalle polemiche di Margaroli e Maione (quest’ultimo in particolare ha definito il presidente del consiglio Ungari “uno strumento servile nelle mani del sindaco”). “L’alienazione del 2,5 per cento delle azioni”, ha sottolineato Del Bono, “è stata deliberata dal consiglio nel dicembre 2013: stiamo procedendo come da indicazione della delibera consigliare, nei modi e nei tempi. Non c’è nulla di nuovo. Avete già avuto occasione di esprimere la vostra contrarietà a una operazione che noi abbiamo voluto per abbattere il debito. Se la richiesta comunque”, ha concluso, “è quella di discutere insieme delle strategie future per A2A, ribadisco la mia disponibilità al confronto”.

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  1. se i conti non tornano è inutile che si chiedano le dimissioni, bisogna vendere punto e stop. il resto è dietrologia che non porta da nessuna parte

  2. ma il valore di a2a è di 2 miliardi e 600 milioni, il 2,5% ammonta a circa 60 milioni, ora che il prezzo è a 0,82 cenesimi. il valore 10 mesi fa era di 1,03 ovvero 24% in più, percui rispetto agli attuali 60 il 2,5 sarebbe di quasi 75 milioni, 15 in più. Rispetto ad aprile 2010 che il prezzo era di 1,35 ovvero il 64% in più per cui il 2,5% sarebbe stato di quasi 100 milioni ovvero di 40 milioni in più di adesso.
    ma perchè si vende ora e non si aspetta che il prezzo salga? perchè si è deciso di chiudere dei mutui pagando una penale, subito, di 15 milioni, soldi che il comune non ha, per risparmiare in venti anni 4 milioni. scommettiamo che se aspettassimo a vendere il prezzo in venti anni salirebbe ben oltre 1,30 euro e si guadagnerebbe oltre 40 milioni e non solo 4? ma allora perchè non discuterne???? perchè non chiedere visto che sono soldi dei cittadini e non della giunta?

  3. già perché non discuterne? per la sindrome di appartenenza al branco, che rende molti ciechi e sordi, per non dire altro. Del Bono e Panteghini ne stanno combinando di tutti i colori, e lo fanno con i soldi nostri.

  4. @vai, non per fare come solito l’avvocato del diavolo, ma se i conti non tornano la seconda risposta dovrebbe essere ridurre le spese/efficientarle. Ad esempio (so che si tratta di piccole cifre, ma tutto fa brodo) le consulenze, comunque ridotte rispetto al periodo Paroli, possono avere ancora qualche taglietto. Altra voce da ridurre capitolo costo smaltimento rifiuti 29M/annui(Fondra aveva le buone intenzioni ma siamo ancora al nulla di fatto, purtroppo). Asili e materne costano annualmente oltre 20 Milioni di €, potrebbe essere interessante revisionare i bandi e le logiche per le assegnazioni di posti a prezzi ridotti (anche perché, non me ne vogliate, sarebbe da estirpare la logica di alcune persone del "figlio quanto voglio tanto ci pensa lo stato…"). Infine lo stesso apparato organizzativo comunale potrebbe essere quanto meno razionalizzato, dato che le sole funzioni generali e di controllo rappresentano 1/6 del bilancio. Vendere e basta è assurdo, perché sani un disavanzo corrente con una partita una tantum, e l’anno prossimo che fai?

  5. Commenti tutti aasai puntuali, tecnici e corretti. Umilmente, penso sia la prima volta in cui abbia davvero poco da aggiungere. Vendita di azioni A2A, in un momento sfavorevole di mercato ed in assenza di previsioni ottimistiche sul comparto, come operazione una tantum a fronte di debiti strutturali (costi di gestione e mutui trentennali del Metrobus, peraltro riconvertiti di recente per un risparmio irrisorio di oneri finanziari nel lungo termine rispetto all’apprezzamento possibile del titolo sempre nel medio termine). Interventi sui costi non adeguati: pesano sul bilancio settori non strategici, le consulenze, i contratti di servizio con le partecipate/controll ate, anch’esse gravate da ipoteche e fidejussioni capestro a favore del sistema bancario. Ancora troppo pochi avvisi di gara pubblici e troppe trattative private: serve più concorrenza e più libero mercato per abbattere i costi. Aggiungiamoci una macchina operativa e gestionale assai poco manageriale e troppo al servizio dei centri di potere poltiico. Ed infine manca all’appello il tassello del patrimonio in immobilizzi materiali: circa 800 milioni di euro sui quali si attende da tempo un censimento affidabile in termini di liquidabilità. Per ora, non ci siamo. Serve ben altro.

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