Tav Brescia, Realacci: domani la risposta del Governo alla “quadruplicazione binari”

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“Domani, alla Camera, il Governo risponderà durante il question time in VIII Commissione Ambiente all’interrogazione, di cui sono primo firmatario e sottoscritta anche dai colleghi Borghi, Braga, Carra, Cominelli, Zardini e Lacquaniti, sul completamento dell’alta velocità Milano-Venezia. Un progetto di cui si discute da tempo e che va adeguato alle esigenze del territorio e del Paese. La linea è oggi parzialmente in esercizio per le tratte Milano-Treviglio e Padova-Mestre e per il suo completamento sarebbe auspicabile che il ministero delle Infrastrutture valutasse la possibilità del quadruplicamento della linea attuale, realizzando una coppia di binari affiancati a quelli della linea esistente da destinare all’esercizio ad alta velocità. Alternativa che consentirebbe di evitare gravi compromissioni dell’ambiente, rendendo al contempo il servizio più utile a territori di grande importanza, e che raccoglie il favore di diverse associazioni e organizzazione di categoria, tra cui Legambiente Lombardia e Coldiretti,  insieme a quello delle comunità interessate dall’infrastruttura” lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, a proposito della sua interrogazione sulla Tav Milano-Venezia.

“Il tracciato ferroviario più accreditato per la tratta Brescia-Padova – prosegue Realacci –   presenta infatti diverse criticità: un servizio passeggeri ridotto per la città di Brescia e addirittura nessuna fermata per il Garda, costi arrivati a 55 milioni di euro per chilometro e un alto impatto ambientale. Inoltre attraverserebbe con gravi compromissioni anche il territorio a sud del Lago di Garda, ossia uno dei maggiori distretti turistici italiani nonché area di produzione del rinomato marchio vinicolo Lugana. Tanto che la stessa la Commissione Via del ministero dell’Ambiente lo scorso 23 dicembre ha inviato al Cepav due una corposa lettera con numerose prescrizioni e richieste di integrazione del progetto, tra cui una valutazione degli impatti progettuali suo sistema agricolo, una valutazione degli effetti cumulativi e l’analisi delle alternative”.

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