L’Università degli Studi di Brescia per la lotta contro il cancro

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L’Associazione Italiana per la Ricerca  sul Cancro, nell’anno del suo Cinquantesimo, approva il finanziamento di due nuovi progetti e della seconda annualità di un terzo progetto di ricerca presentati dall’Università degli Studi di Brescia, per un totale di oltre 680 mila euro.

 

E’ il Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale che ottiene, a poca distanza dalla notizia dei finanziamenti della Fondazione Cariplo, il nuovo e prestigioso riconoscimento del sostegno alle ricerche proposte dai gruppi di ricerca di Ateneo con fondi AIRC, la maggiore charity italiana la cui missione, insieme alla sensibilizzazione e all’attività di informazione per il pubblico, è il costante sostegno alla ricerca oncologica. La stretta e selezione che AIRC effettua sui progetti è assicurata da un panel di oltre 400 reviewer stranieri indipendenti, affinché tra le proposte vengano individuate quelle più meritevoli del sostegno che AIRC e FIRC – la Fondazione italiana per la ricerca sul cancro, legata e complementare ad AIRC e che raccoglie lasciti testamentari e donazioni per sostenere impegni di lunga durata, riconosce grazie alla generosità dei soci, dei volontari, dei contribuenti e sostenitori. Per il 2014 AIRC e FIRC hanno deliberato un totale di  oltre 97 milioni di euro da destinare al finanziamento dei diversi programmi di ricerca e borse di studio.

 “Che la ricerca svolta in Ateneo – spiega il prof. Maurizio Memo, Prorettore delegato alla Ricerca Scientifica – sia stata ancora una volta premiata e che l’ente finanziatore sia l’AIRC è un risultato di rilievo, visto l’enorme numero delle richieste che ogni anno l’ente riceve: in un periodo in cui la sovvenzione di parte pubblica alla ricerca langue, il fatto tali fondi provengano da donazioni e da contributi spontanei della popolazione all’Associazione rende gli impegni assunti motivo di particolare orgoglio e al contempo di responsabilità”.  “Come nell’anno in corso, anche nel 2015 l’AIRC si è impegnato a garantire un contributo finanziario significativo per il proseguimento degli studi sullo sviluppo di nuove terapie per il trattamento dei tumori polmonari che dipendono strettamente da alterazioni geniche della attività del fattore di crescita FGF, inibita dalla proteina PTX3 (una molecola prodotta dal nostro organismo in seguito all’attivazione di risposte di difesa contro patogeni) come già emerso in diversi studi sperimentali condotti dal nostro Ateneo” precisa il prof. Marco Presta, ordinario di Patologia generale destinatario della seconda annualità di finanziamento approvata da AIRC. Tali tumori rappresentano una percentuale significativa dei casi di carcinoma polmonare che colpiscono i forti fumatori. “Le alterazioni geniche bersaglio di questi nuovi approcci terapeutici possono guidare la crescita neoplastica – continua il prof. Presta – in una vasta gamma di tumori maligni, quali ad esempio il tumore al seno, allo stomaco, alla prostata ed all’esofago. I risultati di tali  studi potranno quindi fornire preziose informazioni per lo sviluppo di nuove molecole ad attività antineoplastica per tutti quei tipi di tumore caratterizzati da alterazioni genetiche del sistema FGF, incluso il cancro al polmone”.

Dei melanomi primitivi della cute si occupa il primo dei due nuovi studi finanziati,  presentato dal prof. William Vermi, associato di Anatomia patologica, con l’obiettivo di chiarire alcuni aspetti della risposta immunitaria nei confronti delle neoplasie maligne. “Dati della letteratura hanno confermato il ruolo chiave del sistema immunitario nel riconoscere ed eliminare cellule tumorali nascenti. Tuttavia, durante la progressione tumorale, si innescano meccanismi di cosiddetto ‘escape’ che permettono alle cellule tumorali di sfuggire a questo controllo naturale”, chiarisce il prof. Vermi, che precisa inoltre: ”lo studio si focalizzerà sull’analisi del ruolo delle Cellule Dendritiche Plasmocitodi (PDC) nel controllo della progressione del melanoma primitivo della cute e rappresenta la naturale continuazione di una progettualità del gruppo di ricerca che identifica nelle PDC un popolazione cellulare rilevante nei meccanismi di immuno-sorveglianza ai tumori”.

Il secondo dei nuovi progetti finanziati fa capo al gruppo di ricerca coordinato dal prof. Silvano Sozzani, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale e ordinario di Patologia generale. Questo progetto si propone di studiare alcuni aspetti della risposta infiammatoria che possono concorrere alla crescita tumorale invece che alla sua eliminazione. Infatti, precisa il prof Sozzani, “è ormai noto che il microambiente tumorale è in grado di plagiare il sistema immunitario per metterlo al servizio del tumore. Questo fa si che alcune cellule, invece che combattere le cellule tumorali, lavorino attivamente per favorire la loro crescita. Il mio laboratorio ha recentemente individuato una nuova proteina espressa da alcune cellule del sistema immunitario, che favorisce lo sviluppo tumorale in un modello sperimentale di carcinoma del colon. Il nostro studio si prefigge di capire come questo possa avvenire e di produrre i presupposti scientifici per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche”. 

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