Imprese, produzione su del 2 per cento nel 2014. Ma il nuovo anno parte con la zavorra

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Nel quarto trimestre del 2014 – secondo il Centro studi di AIB – l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato una dinamica complessivamente piatta, che segue la flessione evidenziata nel periodo precedente. L’evoluzione dell’industria provinciale appare coerente con il quadro macroeconomico a livello nazionale, in cui gli indicatori congiunturali stentano a fornire chiare indicazioni di una svolta dell’attuale fase ciclica.  Nel dettaglio, la produzione industriale in provincia di Brescia ha sperimentato una flessione congiunturale dello 0,1%, mentre il tasso tendenziale (ossia la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente) è risultato positivo (+0,5%). Complessivamente, il 2014 si chiude con un incremento medio della produzione del 2,1%: la componente ereditata dal 2013 è pari allo 0,4%, mentre quella propria si attesta all’1,7%. A seguito delle suddette dinamiche, la variazione trasmessa al 2015 è pari a -1,2%: ciò sta a indicare che l’anno in corso parte “zavorrato” da un’eredità negativa, frutto della progressiva perdita di slancio della manifattura bresciana nel corso dell’anno da poco concluso. La distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) è ancora molto elevata e si attesta intorno al 29%. Le aspettative per i prossimi mesi sono moderatamente positive e propendono per un generalizzato recupero del settore manifatturiero provinciale: la debolezza dei corsi delle materie prime industriali alleggerirà il conto economico delle imprese, liberando risorse da destinare agli investimenti, che saranno inoltre favoriti da condizioni monetarie quanto mai generose. Infatti, il cosiddetto quantitative easing recentemente varato dalla BCE immetterà sul mercato reale un’ingente dose di liquidità che incoraggerà la riattivazione del circuito creditizio per imprese e famiglie. In tale contesto, il deprezzamento della moneta unica fornirà un eccezionale impulso alla competitività delle imprese esportatrici, con vantaggi sistemici per l’intera economia. Non mancano tuttavia alcune incognite che potrebbero incidere negativamente sullo scenario sopra descritto, come l’eventuale riacutizzarsi di tensioni sui mercati finanziari internazionali, connesso con l’evoluzione dei rapporti Grecia-troika e della crisi russa, nonché l’indebolimento delle economie emergenti, in particolare di quelle maggiormente esposte alle fluttuazioni delle materie prime.

 

La disaggregazione della variazione della produzione per classi dimensionali mostra incrementi per le imprese micro (0-9 addetti) (+0,9%), piccole (10-49 addetti) (+0,3%) e medio piccole (50-99 addetti) (+1,1%); gli operatori medio grandi (100-199 addetti) non hanno registrato alcuna variazione, mentre l’attività industriale è fortemente diminuita per le aziende grandi (200-499 addetti) (-1,4%) e maggiori (oltre 500 addetti) (-4,7%).

Con riferimento alla segmentazione della dinamica congiunturale per settori, l’attività produttiva è aumentata nei comparti: agroalimentare e caseario (+3,2%), carta e stampa (+3,3%), chimico, gomma e plastica (+1,0%), tessile (+1,1%); è rimasta pressoché invariata nei settori: abbigliamento (-0,3%), calzaturiero (0,0%), legno e mobili in legno (0,0%), metallurgico e siderurgico (+0,2%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+0,1%). È invece diminuita nel maglie e calze (-2,0%), materiali da costruzione ed estrattive (-2,7%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-2,9%).

Il tasso di utilizzo della capacità produttiva, attestatosi al 68 per cento, si è mantenuto sostanzialmente invariato nei confronti sia della rivelazione precedente (67%), sia rispetto a quanto riscontrato nel quarto trimestre del 2013 (67%).

Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 35% delle imprese, diminuite per il 28% e rimaste invariate per il 37%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 24% degli operatori, scese per il 13% e rimaste stabili per il 64%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 35%, calate per il 9% e rimaste invariate per il 59% del campione.

I consumi energetici sono cresciuti per il 24% degli operatori, con una variazione media dello 0,3%. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle necessità aziendali dall’88% delle imprese; le scorte di materie prime sono giudicate normali dal 97% del campione.

I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati per il 17% delle imprese, con un incremento medio dell’1,2%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dal 4% degli operatori, per un aumento medio dello 0,2%.

Il costo del lavoro è cresciuto per il 9% delle aziende, è rimasto invariato per l’89% ed è diminuito per il 2%. Gli investimenti effettuati nel trimestre sono aumentati per il 9% delle imprese, diminuiti per il 13% e rimasti invariati per il 78%.

Le previsioni a breve termine, pur rimanendo caratterizzate da un significativo grado di incertezza, delineano uno scenario moderatamente più roseo per l’industria bresciana, grazie al rafforzamento nei prossimi mesi del processo di crescita dell’attività economica: la produzione è infatti prevista in aumento da 27 imprese su 100, stabile dal 60% e in flessione dal rimanente 13%. Segnali particolarmente confortanti per il manifatturiero provinciale provengono dai comparti: calzaturiero, maglie e calze, metallurgico e siderurgico, meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche; dinamiche positive ma meno intense sono attese dagli operatori del chimico, gomma e plastica, legno e mobili in legno, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto. Per contro, le prospettive sono negative per abbigliamento, agroalimentare e caseario, carta e stampa, materiali da costruzione ed estrattive, tessile.

Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono in aumento per il 15% degli operatori, stabili per il 65% e in calo per il 20%; quelli dai Paesi UE sono attesi in crescita dal 22% del campione, invariati dal 66% e in flessione dal 12%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari risultano in aumento per il 25% delle imprese, stabili per il 66% e in diminuzione per il 9%. La manodopera è attesa in aumento dal 20% degli intervistati, invariata dal 72% e in diminuzione dall’8%.

DI SEGUITO L’ANDAMENTO PER SETTORE

Abbigliamento

La produzione industriale del settore è diminuita dello 0,3% rispetto al terzo trimestre. La variazione tendenziale è pari a +2,3%. Anche i consumi energetici hanno registrato un decremento dello 0,3%. Le vendite sono diminuite sul mercato interno e sono rimaste invariate sui mercati esteri. Sia i costi di acquisto delle materie prime che i prezzi di vendita dei prodotti non hanno subito modifiche. Le prospettive a breve termine sono sfavorevoli per la produzione e gli ordini dall’interno; stazionarie per gli ordinativi dall’estero.

Agroalimentare e caseario

Gli operatori del settore evidenziano un incremento della produzione del 3,2% sul periodo precedente; la variazione tendenziale è negativa (-1,5%). I consumi energetici sono aumentati del 3,8%. Le vendite sono cresciute, soprattutto sul mercato interno. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 5,9% e i prezzi di vendita sono diminuiti del 4,6%. Le aspettative a breve sono negative per tutte le variabili prese in considerazione, in particolare per la produzione.

Calzaturiero

L’attività del settore non registra alcuna variazione rispetto al trimestre precedente (0,0%); la variazione tendenziale è pari a +0,5%. I consumi energetici sono rimasti invariati. Le vendite sono cresciute sul mercato interno; sono rimaste stabili sui mercati comunitari ed extracomunitari. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 3,5%, mentre i prezzi di vendita sono rimasti invariati. Le previsioni a breve sono positive per produzione e ordini dall’interno; negative per manodopera e ordini dai Paesi UE; stazionarie per ordini dai Paesi extra UE.

Carta e stampa

Gli operatori del comparto hanno registrato un aumento della produzione del 3,3% sul trimestre precedente; la variazione tendenziale è positiva (+9,1%). I consumi energetici sono cresciuti del 2,1%. Le vendite sono aumentate sul mercato interno; sono rimaste stabili sui mercati comunitari; sono diminuite sui mercati extracomunitari. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti del 2,1% e i prezzi di vendita non hanno subito variazioni (0,0%). Le prospettive a breve sono negative per produzione, ordini dall’interno e manodopera; risultano stabili per gli ordinativi dall’estero.

Chimico, gomma e plastica

La produzione del settore è cresciuta dell’1,0% rispetto al terzo trimestre: la variazione tendenziale è di +1,2%. I consumi energetici sono aumentati come la produzione (+1,0%). Le vendite sono aumentate sia sul mercato interno che sui mercati esteri UE ed extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti dello 0,9% e i prezzi di vendita dello 0,1%. Le prospettive a breve sono favorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione degli ordini dai Paesi UE, attesi stabili.

Legno e mobili in legno

La produzione del settore è rimasta stabile (0,0%) sul trimestre precedente, mentre la variazione tendenziale risulta pari a -1,9%. I consumi energetici non sono variati, come la produzione (0,0%). Le vendite sono calate sul mercato interno; sono rimaste stabili sui mercati UE ed extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dello 0,7%, mentre i prezzi di vendita sono rimasti stabili. Le prospettive a breve sono favorevoli per produzione, manodopera e ordini dall’Italia; stabili per ordini dai Paesi UE ed extra UE.

Maglie e calze

La produzione nel trimestre è diminuita del 2,0% nei confronti del periodo precedente; la dinamica tendenziale è negativa (-1,5%). I consumi energetici sono calati nella stessa misura della produzione (-2,0%). Le vendite sono diminuite sia in Italia che sui mercati esteri. Sia i costi di acquisto delle materie prime che i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono rimasti invariati. Le aspettative a breve sono positive per produzione, manodopera e ordini dai Paesi extra UE; risultano sfavorevoli per ordini dall’interno e dai Paesi UE.

Materiali da costruzione ed estrattive

Le imprese del settore evidenziano una variazione congiunturale pari a -2,7%; rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la tendenza è negativa (-4,1%). I consumi energetici sono diminuiti del 3,0%. Le vendite sono calate in Italia e rimaste invariate sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime e i prezzi di vendita dei prodotti finiti non hanno subito variazioni (0,0%). Le prospettive a breve termine sono sfavorevoli per produzione, manodopera e ordini dall’interno; stazionarie per ordini dai Paesi UE ed extra UE.

Metallurgico e siderurgico

Gli operatori del comparto hanno rilevato un incremento dell’attività produttiva (+0,2%) sul trimestre precedente; la variazione rispetto allo stesso periodo del 2013 è di -3,3%. I consumi energetici sono cresciuti dello 0,3%. Le vendite sono diminuite sul mercato interno e sono aumentate sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,6% e i prezzi di vendita dello 0,4%. Le aspettative a breve sono favorevoli per tutte le variabili considerate.

Meccanica di precisione e apparecchiature elettriche

L’attività produttiva del settore ha evidenziato un calo congiunturale del 2,9%; il tasso tendenziale è positivo (+1,1%). I consumi energetici sono diminuiti dello 0,7%. Le vendite sono cresciute sia in Italia che sui mercati UE ed extra UE. I costi di acquisto delle materie prime non sono variati, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,1%. Le prospettive a breve termine sono favorevoli per tutte le variabili oggetto dell’indagine, ad eccezione degli ordini dall’interno, attesi in diminuzione.

Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

Il settore ha riportato una variazione congiunturale della produzione pari a +0,1%, mentre quella tendenziale registra un +1,1%. I consumi energetici sono cresciuti dello 0,3%. Le vendite sono aumentate, soprattutto sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti del 2,0% e i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,1%. Le previsioni a breve termine sono favorevoli per tutte le variabili prese in considerazione, ad eccezione degli ordinativi dall’Italia previsti in calo.

Tessile

L’attività produttiva del comparto ha riportato una crescita dell’1,1% nei confronti del trimestre precedente, mentre il tasso tendenziale registra un aumento dell’1,7%. I consumi energetici sono aumentati dell’1,9%. Le vendite sono diminuite in Italia e sui mercati extra UE; sono aumentate sui mercati UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,1% e i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono rimasti invariati. Le aspettative a breve sono sfavorevoli per tutte le variabili considerate, ad eccezione degli ordini dai Paesi extra UE attesi in aumento.

L’Indagine viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

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