Chiusura sportelli postali, Rolfi (Lega): pesanti ricadute per i cittadini lombardi

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La notizia che poste italiane spa intende procedere ad ulteriori riorganizzazioni dei servizi territoriali sta destando forti preoccupazioni tra i lavoratori e cittadini. Nel merito è intervenuto Fabio Rolfi, vice capogruppo del Carroccio in Regione Lombardia, regione per la quale ne sarebbero previsti 65 da eliminare.

"Apprendiamo dai giornali – afferma Rolfi – che Poste Italiane intende procedere ad un’ulteriore chiusura definitiva di 65 di sportelli postali e all’apertura, a giorni alterni, di altri 120 sportelli in tutta la Lombardia. Non sappiamo quali nello specifico, ma è immaginabile che questo avvenga nei paesi più piccoli, presumibilmente montani, quelli già interessati da carenza di servizi territoriali e che rischiano di essere ancor più penalizzati. Credo che un simile piano, che si somma ai ridimensionamento effettuati in passato, non possa avvenire senza una consultazione territoriali, in considerazione anche dell’impatto sulla forza lavoro. Poste Spa non può continuare a trattare i territori come vuole senza nessun tipo di condivisione delle proprie scelte, decisioni che attengono anche all’erogazione di servizi fondamentali sia per le imprese che per i cittadini. È bene ricordare infatti che la chiusura di un ufficio postale, soprattutto in ambito montano, comporta spesso l’obbligo di percorrere decine di chilometri per raggiungerne uno aperto, nella speranza fra l’altro di azzeccare il giorno di apertura."

"Per questo motivo abbiamo chiesto un’audizione in commissione Attività produttive di Poste Spa e parti sociali affinché si possa conoscere esattamente l’impatto di questo piano e comprenderne i criteri. Regione Lombardia – conclude l’esponente leghista – non può certamente rimanere semplice spettatrice della progressiva cancellazione degli uffici postali dal territorio regionale.”

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