Legge luoghi di culto, Beccalossi (FdI): servivano regole precise per i Comuni

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Per aprire una nuova moschea in Lombardia sarà necessario dotarsi di un impianto di videosorveglianza, rispettare il paesaggio e farsi carico delle spese per parcheggi e strade. E’ quanto prevede la nuova legge regionale lombarda sulle attrezzature religiose approvata con i soli voti del centrodestra dal Consiglio regionale lombardo. “A chi oggi grida allo scandalo e al ‘ritorno al Medioevo’ commentando la nostra legge di Regione Lombardia sui luoghi di culto, basterebbe ricordare che il Medioevo non è troppo lontano da casa nostra, in Paesi dove qualunque libera opinione è vietata e dove chi professa una religione diversa da quella ‘ufficiale’ viene perseguitato e spesso paga con la vita. Le lezioni sulla civiltà bisognerebbe quindi farle altrove”. Lo afferma l’assessore al Territorio e Urbanistica di Regione Lombardia Viviana Beccalossi, intervenendo nel dibattito in merito alla nuova normativa sulle attrezzature religiose approvata ieri dal Consiglio Regionale. “La nostra legge –prosegue Viviana Beccalossi – utilizza strumenti urbanistici per mettere ordine a una norma debole che ha finora permesso ai Sindaci di interpretare le regole in modo molto soggettivo. In quanto all’intesa Religioni- Stato richiamata nel testo di legge come requisito per costruire nuovi luoghi di culto, credo che sia più utile chiedersi come mai, tra le religioni presenti in Italia, sia solo quella musulmana a ritenere di non doverla stipulare”. "Non vogliamo –conclude Viviana Beccalossi- mettere “paletti”, ma introdurre maggiori controlli. Non vogliamo impedire la libertà di culto, ma permettere che avvenga seguendo regole e convenzioni condivise. Non vogliamo appropriarci di quote dell’autonomia decisionale ai Sindaci, ma impedire che una stessa Legge venga interpretata in un modo a Milano e in senso diametralmente opposto a Cremona, Brescia o Sondrio”.

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