Brescia si conferma capitale del manifatturiero: terza in Italia, dopo Milano e Torino

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I dati diffusi lunedì 9 febbraio dall’ISTAT hanno permesso di aggiornare al 2012 le informazioni relative alla ricchezza prodotta da ciascun territorio. Nella provincia di Brescia il valore aggiunto nel 2012 si è attestato sui 34.273 milioni di euro, in contrazione dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Alcuni settori trainano e in particolare è aumentato il valore aggiunto dell’agricoltura (2,5%), mentre si è ridotto del 4,2% nell’industria, a seguito di una flessione del 5,5% nel manifatturiero e di un modesto incremento nelle costruzioni (+0,6%). Nei servizi il valore aggiunto è cresciuto dello 0,5%, grazie ai contributi positivi forniti dal commercio (+0,4%), dalle attività immobiliari (+2,8%), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,0%) e dalle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (+0,8%), che hanno più che compensato la caduta dei servizi di informazione e comunicazione (-2,9%), delle attività finanziarie e assicurative (-1,4%) e dell’amministrazione pubblica e difesa (-1,0%).

 

La composizione settoriale del valore aggiunto premia i servizi, che nel 2012 producono ben il 61,7% della ricchezza provinciale (+0,8% rispetto al 2011). L’incidenza delle attività manifatturiere si attesta al 25,6%, in modesta contrazione rispetto al 26,9% del 2011; quella delle costruzioni è pari al 7,3% (7,2% nel 2011), mentre la quota relativa all’agricoltura, silvicoltura e pesca è pari al 2,6% (2,5% ne 2011).

In ambito regionale Brescia si conferma seconda forza economica (34.723 milioni di euro), dopo Milano (145.273 milioni di euro) e prima di Bergamo (30.541 milioni). Anche nel manifatturiero, Brescia è seconda (8.882 milioni), dopo Milano (17.887 milioni), ma prima di Bergamo (8.529 milioni). Per quanto riguarda il settore manifatturiero, la flessione che ha caratterizzato la provincia di Brescia (-5,5%) appare in linea con il dato complessivo nazionale (-5,6%), ma superiore in valore assoluto a quello lombardo (-4,4%).

Nel confronto con gli altri territori, nel 2012 Brescia si attesta al quinto posto nella classifica provinciale per valore aggiunto complessivo, dietro Milano (145.273 milioni di euro), Roma (139.246 milioni), Torino (62.722 milioni) e Napoli (49.572 milioni). Nel manifatturiero, la provincia di Brescia (con un valore aggiunto generato pari a 8.882 milioni di euro), si colloca al terzo posto nel ranking territoriale dietro Milano (17.887 milioni) e Torino (10.851 milioni). Al quarto e quinto posto si posizionano rispettivamente Bergamo (8.529 milioni) e Vicenza (7.788 milioni). La classifica provinciale in relazione alla quota di valore aggiunto generato dall’industria manifatturiera vede primeggiare Vicenza (33,1%), seguita da Lecco (32,5%) e Fermo (30,2%); Brescia è quattordicesima (25,6%), mentre la media nazionale è pari al 15,0%.

Nelle costruzioni, la provincia di Brescia è quinta a livello nazionale per valore aggiunto (2.527 milioni di euro), dopo Milano (6.353 milioni), Roma (5.301 milioni), Torino (3.315 milioni) e Bergamo (2.768 milioni). La classifica per province in relazione alla quota di valore aggiunto generato dalle costruzioni premia Isernia (10,4%), seguita da Bergamo (9,1%) e Aosta (8,8%); Brescia è quindicesima (7,3%), mentre la media italiana è del 5,5%.  Nei servizi, Brescia è settima nel ranking nazionale per valore aggiunto (21.421 milioni di euro), dietro Roma (122.571 milioni), Milano (116.640 milioni), Torino (46.054 milioni) e altri territori. La classifica per province in relazione alla quota di valore aggiunto generato dai servizi vede in testa Roma (88,0%), seguita da Palermo (86,5%) e Trieste (85,9%); Brescia è centoduesima (61,7%), contro una media nazionale del 74,2%. 

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