Lombardia, sì al referendum sull’autonomia: il voto sarà elettronico

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Il Consiglio regionale lombardo ha approvato una proposta di referendum consultivo per chiedere più autonomia per la Regione, in base all’art. 116 della Costituzione. Il provvedimento, ispirato dalla Lega e sostenuto dal centrodestra, è stato approvato con i voti del M5S essendo richiesta la maggioranza di due terzi. Contrario il Pd. Il governatore Roberto Maroni ha ora facoltà di indire il referendum entro 18 mesi. La consultazione dovrebbe tenersi per la prima volta con voto elettronico, metodo approvato anch’esso dal Consiglio su proposta dei 5 Stelle.

“Quella di oggi è una vittoria del M5S su tutta la linea – dichiara Stefano Buffagni consigliere del Movimento 5 Stelle -. Questo dimostra ancora una volta che non siamo quelli del ‘no’, ma che votiamo nel merito delle idee. In regione stiamo facendo un lavoro serio e concreto per chiamare i cittadini a partecipare alle scelte della politica. Il referendum approvato ha il quesito, e lo ha confermato anche Maroni, proposto dal Movimento. La Lega voleva votare sullo Statuto Speciale: per noi una proposta irricevibile perché incostituzionale. Per noi è giusto e fondamentale chiedere ai cittadini se vogliono più competenze e risorse per la Lombardia o se preferiscono l’accentramento illiberale di Renzi. Il voto elettronico consentirà ai cittadini di riappropriarsi delle scelte che la politica assume nelle segrete stanze. Capiamo che per il PD oramai sta passando di moda coinvolgere i cittadini nelle scelte e permetterli di votare ed esprimersi; per noi è un punto fondamentale che va nella direzione della democrazia diretta. Con le risorse in più si partirebbe diminuendo le imposte!”.

Soddisfatti del voto anche il consigliere della Lega Fabio Rolfi: “Un atto di coraggio importante a difesa del regionalismo e contro lo smantellamento degli enti locali” Così il vicecapogruppo della Lega Nord al Pirellone. “Si è discusso molto del costo della consultazione referendaria. Domandiamoci invece quanto costerebbe ai lombardi non fare il referendum, considerato anche il recente taglio di un miliardo di euro da parte del governo centrale. Il referendum è l’unica speranza per i lombardi.”

Sul tema anche l’Assessore al Commercio Mauro Parolini: “Su molte competenze, dall’educazione alle infrastrutture, dal turismo al commercio, fino al sostegno allo sviluppo economico e alla sanità, Regione Lombardia ha dimostrato capacità innovative ed efficienza. Senza contare – ha spiegato Parolini – che autonomia significa assumere le decisioni, senza lasciarle ad uno Stato che purtroppo non ha ancora risolto l’elefantiasi e l’inefficienza della propria burocrazia e che spesso non è in grado neppure di comprendere differenze e specificità dei singoli territori”.  “La Lombardia è orgogliosa del proprio ruolo di traino del nostro paese. Vuole più autonomia per crescere di più e – ha spiegato Parolini – per far crescere insieme tutta l’Italia". Secondo Parolini “il referendum, strumento non ordinario ma grande espressione di democrazia, da’ forza e contenuto ad un percorso di federalismo variabile, commisurato alle effettive capacità e volontà di autonomia delle singole regioni, applicando l’articolo 116 della costituzione”. Infine l’esponente delle Giunta lombarda ha sottolineato che “la Lombardia si conferma un modello anche per il centrodestra, con una maggioranza coesa, capace di governare e di raccogliere volta a volta consensi anche fuori dai propri confini".

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9 Commenti

  1. sono d ‘accordo….come il trentino alto adige e la val d’aosta però !
    se non ci fosse la lombardia, col suo pil , l’ italia sarebbe uguale a tenerife .

  2. oh finalmente gli eletti in Lombardia del PD votando no hanno gettato la maschera …specialmente quelli che scrivono qui su Bsnews…e’ dura far digerire la democrazia ai PiDinimenolaelle , sono abituati al governo centrale dove la costituzione la calpestano ogni 3 x 2

  3. Cercate "residuo fiscale regioni" su un motore di ricerca. I numeri si commentano da soli. Purtroppo però, se mai questo referendum si farà, sarà inutile e non produrrà effetti fiscali a favore della Lombardia. Non c'è alternativa al sistema vigente, senza Lombardia, Veneto e Piemonte chiude tutto. La sola Lombardia ha un saldo fiscale negativo di 50 miliardi di euro all'anno, circa 5000 euro a testa, che non tornano sotto forma di servizi statali.

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