Lascia che la vita ti spettini, a Castel Mella una riflessione sulle donne

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Venerdì 6 marzo, nell’imminenza della festa dedicata a tutte le donne, la Commissione Pari Opportunità e l’Amministrazione Comunale di Castel Mella, insieme al Distretto per il commercio Castel Mella, Flero, Roncadelle, Torbole Casaglia, presentano “Lascia che la vita ti spettini”, uno spettacolo che vuole essere un invito ironico e garbato alla riflessione.

L’appuntamento è fissato per le 20.45 (con ingresso libero) nella Sala Consigliare del Municipio in piazza Unità d’Italia. La rappresentazione sarà interpretata dal Gruppo Teatro Filorosso (con la partecipazione di Elvio Baisotti, Laura Gavelli, Francesca Romanò, Stefania Tisi, Manuela Esquilli e Laura Patti), che spiega questo lavoro: “E’ uno spettacolo che gioca tra il comico ed il grottesco, tra un’ironia sapiente ed uno slancio ad una riflessione sulle donne. Un’occasione per ridere, riflettere e confrontarsi all’insegna dell’ironia con l’altro mondo, quello dell’uomo. Il tutto, ovviamente, visto e descritto dall’unico punto di vista che riteniamo corretto, quello delle donne”. Una riflessione tutta da scoprire e da portare avanti con il sorriso, che prenderà spunto da una serie di considerazioni che trovano una loro chiara indicazione nel titolo: “Le cose buone ingrassano. Le cose belle costano. Il sole che ti illumina il viso fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di questa vita spettinano!”. Un “pericolo” che, però vale davvero la pena di correre, perché è solo in questo modo che la nostra esistenza può essere assaporata in tutto il suo significato. Un significato che diventa ancora più profondo se a guidare questa analisi è l’universo femminile. “Il Comune – sintetizza l’assessore alle pari opportunità, Paola Filippini – questo anno vuole offrire una serata di svago alle molte donne che a Castel Mella, come nel resto d’Italia, ogni giorno “si spettinano” mentre si affannano in una lotta contro il tempo nel tentativo di essere ottime madri, mogli, figlie, lavoratrici. A tutte queste donne, che si spendono per la cura del loro prossimo, vogliamo offrire la miglior terapia senza effetti collaterali: uno spettacolo divertente, mai volgare, che permetta loro di ridere, alleggerendosi il cuore. Le riflessioni di questi giorni siano fruttuose per la costruzione di una società dove la donna sia pensata pari all’uomo, non più inferiore o subordinata, al lavoro come a casa. Una società che riconosca la diversità fra uomo e donna come ricchezza, una società che non accetti quell’uomo che veicola la propria forza contro la donna. Insomma, la vita, gli affanni, le preoccupazioni, il vento, l’amore possano spettinarci, ma la violenza non osi torcere un solo capello ad una soltanto di noi”.

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