Garda: comuni si associano per sbloccare i 220 milioni del depuratore

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I tempi per realizzarlo saranno lunghissimi, almeno dieci anni (leggi la notizia), ma prima di tutto serve avere subito le risorse, almeno 220 milioni di euro. I comuni che si affacciano sul Garda hanno deciso di passare all’azione per arrivare a uno sblocco della situazione di stallo con il Ministero, e per questo hanno deciso di riunirsi in un’associazione temporanea di scopo.

L’idea è stata presentata ieri durante una riunione organizzata presso la sede della Comunità del Garda a Gardone. A farne parte ci sarebbero Garda Uno, Ags (società di servizi della sponda veronese del Garda), la stessa Comunità del Garda e ovviamente i comuni rivieraschi. A spiegare le intenzioni del nuovo organismo è il presidente onorario della Comunità, Aventino Frau, sulle colonne di Bresciaoggi dove è riportata la notizia: «A Roma, al ministero dell’Ambiente, ci hanno chiesto di presentare un progetto unitario riguardante sia la sponda orientale, con 39 chilometri di "tubi" da Malcesine a Torri e altri 66 fino a Peschiera, con l’attuale depuratore potenziato, sia quella occidentale con 82 chilometri da Gargnano a Visano, nella Bassa bresciana. L’investimento, di 220 milioni di euro, prevede anche la rimozione di tutte le condutture sublacuali».

In merito alla sede del depuratore, siccome su Visano potrebbero esserci problemi (se la Cassazione dovesse confermare le ragioni dei privati proprietari del terreni sui quali è stata ipotizzata la realizzazione dell’impianto), nelle ultime settimane è stata presa in considerazione l’idea di Lonato.
(Red.)

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