Pakistano legato alla Jihad, Rolfi: ennesimo caso nel bresciano, la comunità islamica è omertosa

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“Si tratta dell’ennesimo caso di immigrato islamico coinvolto in rapporti più o meno espliciti con l’integralismo islamico, fermato ed avviato ad espulsione grazie al lavoro delle forze dell’ordine, compito reso ancor più arduo dai tagli del Governo Renzi-Alfano.” Così Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia in merito al fermo di un trentenne pachistano con legami con il terrorismo.

“In Provincia di Brescia – prosegue il consigliere regionale leghista – non mancano moschee e centri islamici e continuano a fiorire associazioni culturali di stampo musulmano, le cui comunità pontificano in merito a “diritti per tutti” e si sforzano di indicare l’esistenza di un islam organizzato di stampo moderato. In questo contesto mi riesce difficile non domandarmi come mai soggetti in odore di estremismo se non addirittura legati alla Jihad militante, non vengono mai segnalati dalle loro stesse comunità di appartenenza alle forze dell’ordine. È forse possibile che nessuno si accorga della loro presenza? Oppure, come in certe zone dove la mafia comanda, anche tra gli islamici bresciani prevale l’omertà?”

“Servono gesti concreti, azioni di isolamento e denuncia di questi invasati, perché solo in questo modo si potrà credere davvero che esista un islam moderato e rispettoso delle nostre regole civili e – conclude Fabio Rolfi – dei valori occidentali.”

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UN COMMENTO

  1. Ti é passato sotto il naso mentre eri lo sceriffo di Brescia e nemmeno bene sei accorto, adesso dice che é colpa degli altri (che lo hanno scoperto ed espulso). Assessore alle chiacchiere allora ed ora.

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