Scomparso Emilio Quaranta, garante dei detenuti di Canton Mombello

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All’età di 73 anni è scomparso il Garante dei diritti dei carcerati di Canton Mombello, Emilio Quaranta.

Malato da diversi mesi, ritiratosi per questo a vita privata, Quaranta era nato a Foggia nel 1941; dopo gli studi di Giurisprudenza a Napoli e l’avvio della professione, è arrivato a Brescia già negli anni 70, prima come Pretore di Salò, dal 70 al 77, poi nel Tribunale di Brescia, Giudice per le Indagini preliminari e poi Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, fino al 2011 quando, raggiunto il momento della pensione, si è occupato dei diritti dei carcerati.

Proprio dalla direttrice di Canton Mombello, Francesca Gioieni, arriva un bel ricordo di Emilio Quaranta, riportato stamane sulle colonne di Bresciaoggi: "Non era solo il Garante, era una persona che faceva parte della nostra vita quotidiana. Ha dimostrato come, anche dopo aver lasciato la magistratura, si poteva lavorare per la tutela dei diritti. Ed è quello che ha fatto con noi. Nel periodo del sovraffollamento si è speso in ogni modo perché il problema potesse essere risolto e i detenuti potessero vedersi riconoscere un loro sacrosanto diritto. Si è dato da fare in una maniera unica, senza demagogia o proclami. Ha fatto, più che raccontato. E’ riuscito a far convergere su Canton Mombello una tale quantità di energie e risorse, umane e materiali, che ci hanno consentito di ottenere una serie di piccole cose che prima non riuscivamo a garantire. Una fra tutte? La possibilità per i detenuti di partecipare alla Mille Miglia. Una cosa storica. Non aveva nascosto di essere malato. E’ stato un esempio perchè, mentre combatteva con il male, lui è rimasto presente e continuava a voler combattere. L’ultima visita l’ha fatta con alcuni parlamentari. Non ci sono parole. La mia avventura è iniziata quando ha accettato di fare il Garante. Ci ha insegnato a lottare. Penso al ricorso, alla class action con cui aveva messo insieme circa quattrocento ricorsi dei detenuti bresciani e mandata alla Corte Europea per le inadeguate condizioni di detenzione in cui versavano. Ma sono tante le iniziativa che ha sollecitato. Ora, semplicemente, ci mancherà un aiuto importante di un uomo speciale".
(Red)

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  1. UN GRANDISSIMO GALANTUOMO PRIMA DI TUTTO , AL QUALE VA IL MIO RISPETTO E STIMA. una grave perdita perchè di uomini INTEGRI come era lui , oggi ce ne vorrebbero migliaia in questa povera italia !
    Sentite condoglianze alla Famiglia
    Giuseppe

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